Z-Giochi.comZ-Giochi.com Mobile

Recensione
TESTATO SU PC
10 marzo 2013, 12:00
Antichamber
Antichamber mobile

Antichamber – Recensione

Le ultime settimane ci stanno regalando delle perle indipendenti di rara bellezza e che in molti mai si sarebbero aspettati di vedere, anche se l’uscita di titoli dal richiamo ben maggiore, vedi Tomb Raider o SimCity, per non parlare dei vari Crysis 3, Dead Space 3 e via dicendo, ne hanno di certo oscurato e limitato visibilità ed interessamento. Il titolo che analizzeremo in questo articolo è uno di quegli che per certi versi segue il percorso intrapreso da altri sviluppatori in passato, ossia quello di sperimentare nuovi modi di sviluppare per donare al videogiocatore di turno una esperienza di gioco diversa ed originale. In questo, cari lettori, Antichamber riesce alla grande, rivelandosi difatti uno dei prodotti più strani, ma al contempo geniali, di sempre.

antichamber-evidenza

“MIND-BENDING PSYCHOLOGICAL EXPLORATION GAME”

Così è stato definito dal suo sviluppatore perché Antichamber è tutto fuorché un gioco ordinario, che non si allinea a produzioni dello stesso genere prendendone spunto per particolari, features e così via. Antichamber è l’originalità fatta videogioco, un puzzle game che ci lancia nel nulla spiegandoci brevemente come muoverci all’interno di quelle strane stanze, in quei labirinti immersi tra forme e colori sgargianti. Ogni enigma ha un suo perché ed una soluzione diversa dalle altre, tanto da rimanere quasi spiazzati nei primi istanti di gioco: quelli che servono, appunto, per farsi un’idea di cosa abbiamo davanti. Il videogioco di Alexander Bruce nacque come mod di Unreal Tournament, addirittura, e negli anni è diventato un gioco fuori dai canoni e dagli schemi che solitamente questo genere segue e a cui fa riferimento. Ogni nuova stanza scoperta ci mette alla prova chiedendoci di usare ingegno ed intelletto per venire a capo dell’enigma di turno, accompagnato da un piccolo “aiutino” nelle vicinanze, solitamente un breve commento che indirizza, in un modo o nell’altro, alla risoluzione del puzzle.

Superate le fasi iniziali otterremo una specie di arma con la quale distribuire dei cubetti per arrivare in zone altrimenti irraggiungibili, arrivando così alla risoluzione o allo sblocco di una nuova stanza che ci consentirà di andare avanti in questa tanto particolare quanto elettrizzante esperienza. A colpire più di tutto è l’armonia con la quale lo sviluppatore ha creato ed assemblato ogni minimo particolare, giocando tanto sugli effetti ottici e sui colori, o su composizioni assurde al sol guardarle, figuriamoci nel descriverle… L’aspetto positivo è che per gli amanti dei puzzle Antichamber è come manna dal cielo, ossia un videogame che riesce ad affinare i sensi ed a stuzzicare l’astuzia ai massimi livelli, dato che senza di quella i titoli di coda non si vedono di certo, nonostante arrivino un po’ troppo presto.

LO STILE È L’IMMAGINE DELLA PERSONALITÀ

Il trailer visionabile poco sotto parla chiaro: Antichamber ed il termine “stile” sono una cosa sola, con molta probabilità. Il videogioco di Alexander Bruce stupisce, in tal senso, fino ai titoli di coda, buttandoci all’interno di ambienti apparentemente tutti uguali in un primo momento, per poi farci assaporare la varietà di location che va a braccetto con quella offerta dai puzzle da risolvere. E poi, d’un tratto, un uso variegato della tavolozza dei colori porta vivacità in quelle stanze altrimenti così bianche, asettiche e fredde, che ad alcuni potrebbero perfino creare momentanei problemi di smarrimento. Non bisogna dimenticare che in Antichamber lo sviluppatore ha voluto usare tutto quel che ci circonda come elemento dinamico e fulcro di gioco, in modo da consentire ad ogni enigma presente di avere qualcosa di suo da mostrare e proporre, a tal punto da annullare del tutto il fattore ripetitività spesso dominante nel genere dei puzzle game. A questa sorta di “mondo” onirico aggiungete una colonna sonora ambient che crea la giusta atmosfera ed il trip mentale è ben servito, tanto da non consentirvi di far ritorno nel mondo reale prima di averlo portato tutto a termine…

È pur vero che in quanto a longevità non si superano le cinque ore complessive di gioco, ma per varietà di situazioni e concept di gioco ogni singolo istante di gameplay ripaga dello sforzo economico (seppur importante e non per tutti) richiesto per il suo acquisto.

Immagine anteprima YouTube
IN CONCLUSIONE
Antichamber è un titolo pazzo e scaltro, uno di quei videogiochi che si ama alla follia, o si ripudia fino alla fine. E per sempre. È un puzzle game che si prende gioco di noi e che graficamente e stilisticamente non ha eguali; allo stesso tempo, va capito e compreso, bene analizzato, altrimenti non se ne viene a capo e lo si abbandona, come se fosse l'ultima “strana” produzione indipendente creata da uno sviluppatore che unisce al genio la sregolatezza. L'unica nota stonata che ci sentiamo di evidenziare, più d'ogni altra cosa, è il prezzo: circa venti euro son tanta roba considerando le particolarità di Antichamber, che inoltre è un indie puro, quindi pensateci bene prima di spendere la cifra intera, potreste anche pentirvene.
Pro-1
Ha stile da vendere
8
Contro-1
Backtracking
Pro-2
È geniale
Contro-2
Prezzo di lancio decisamente alto
GENIO E SREGOLATEZZA
COMMENTI