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Recensione
TESTATO SU PC
14 novembre 2012, 9:07
Chaos on Deponia
Chaos on Deponia mobile

Chaos on Deponia – Recensione

Non sono stati in molti a credere in Deponia, arrivato nel corso dell’estate 2012 su Steam, e soltanto da poco in formato retail grazie al sempre apprezzato lavoro da parte di FX Interactive, eppure, con questa che è una vera e propria trilogia, Daedalic Entertainment ha fatto scalpore per risultati ottenuti, da critica ma soprattutto pubblico, in tutto il globo.

Mentre il mondo intero conosce il titolo ‘X’ della nota azienda sviluppatrice, che magari vende ogni anno la stessa roba riciclata, è disarmante il fatto che in tutta Italia siano stati in pochissimi a recensire ed affrontare saggiamente il discorso inerente al primo Deponia, per coerenza dovrebbe essere lo stesso per Chaos on Deponia. Noi non perdiamo occasione di parlarvene, visto che si tratta di un titolo assolutamente fantastico, che sancisce la definitiva consacrazione di una software house da anni nel settore, ma mai presa troppo in considerazione, che meriterebbe, da parte dei distributori, ben altro tipo di considerazione.

RUFUS E GOAL, ANCORA INSIEME… PER SEMPRE?

Il destino di Rufus e Goal s’incrociò stranamente, nel corso del primo episodio, e fu proprio una delle tante marachelle del primo a dare il via ad una serie di strane e divertenti situazioni, tratto distintivo della serie. Chaos on Deponia riprende il discorso da dove s’era interrotto, anteponendo alla comparsa di tutti i personaggi principali, una prima breve sessione con enigma, che rimembra fin da subito lo spirito di tutta la produzione: ciò che il prequel ci aveva regalato e quello che sarà il prodotto, dall’inizio fino ai titoli di coda. Risolta la stramba situazione iniziale, di cui non vogliamo svelarvi alcunché per ovvi motivi di spoiler, ma che certamente vi strapperà più di qualche allegra risata, Rufus riesce a raggiungere Goal in una maniera decisamente strana e pericolosa, ma con lei c’è anche Cletus, suo acerrimo nemico: il precedente fidanzato di Goal! Ancora una volta, per i modi di fare di Rufus, e bisogna dare merito allo sviluppatore per l’aver creato un personaggio tanto pasticcione e sbadato, quanto coraggioso (per certi versi) e spassoso, Goal si troverà nei guai, facendone, alla fine, le spese. Il suo chip di memoria è danneggiato e bisogna ripararlo, ma dopo l’intervento (epica la cut-scenes dedicata…) la sua personalità verrà suddivisa in tre parti, che a noi toccherà rimettere insieme girovagando per tutta Deponia, alla ricerca di indizi, nuovi personaggi che potrebbero darci una mano ed enigmi da risolvere.

La trama si sviluppa in oltre dieci ore, a dimostrazione che il fattore longevità è stato decisamente migliorato, e si compone di un numero di dialoghi molto ampio e di elevato spessore umoristico: in tantissime circostanze vi lasceranno senza fiato, o con le lacrime agli occhi, per le risate. Ci sarà anche una grande comparsa, molto “vicina” alla figura di Rufus, spesso venne nominata nel corso delle avventure del primo episodio. Una cosa è certa: nemmeno in Chaos on Deponia il caro Rufus riuscirà ad arrivare ad Elysium, meta da sempre ambita, a causa dei tanti problemi da risolvere, delle organizzazioni createsi in Deponia, dell’operazione su Goal non andata a buon fine, di delfini kamikaze, di Toni (l’ex di Rufus) e di tanti altri eventi che tengono il videogiocatore incollato al monitor, in attesa del prossimo filmato realizzato in maniera impeccabile… e non mancano momenti “hot” tra i due piccioncini…!

L’UMORISMO CHE NON FA MAI MALE

A sostegno di una trama interessante e che trascina come poche hanno fatto, negli ultimi anni, riservandosi ovviamente un finale aperto per una chiusura all’altezza delle aspettative, Chaos on Deponia propone uno stile di gioco tipico dei punta-e-clicca, quindi enigmi e particolari puzzle da risolvere, oltre che mini-giochi; questi ultimi potranno anche essere saltati, nel caso in cui vi diano delle noie che in quel momento non desiderate affatto. La ricerca degli oggetti nelle location sarà fondamentale e molti di questi potremmo ottenerli soltanto compiendo particolari azioni, oppure affrontando un determinato tipo di dialogo con uno dei personaggi sparsi, qua e là, nella cittadina. La difficoltà, che recentemente è andata via via abbassandosi, è buona, tanto quanto il predecessore e raramente ci siamo trovati di fronte ad un enigma troppo semplice da risolvere, anzi, al contrario, è più probabile rimaner bloccati per qualche istante, ma non c’è niente che un po’ di sana riflessione non possa fare. Per tutto il resto, c’è Rufus, che coi suoi modi goffi e buffi rappresenta il pilastro portante di tutto il prodotto. A conferma di ciò, i numerosissimi easter eggs introdotti da Daedalic Entertainment, che per essere scovati tutti richiedono almeno una seconda tornata dopo quella iniziale. Le due piccole note da fare riguardano la caratterizzazione di alcuni dei nuovi personaggi, che potevano essere approfonditi meglio o perlomeno “raccontati” in maniera un po’ più accattivante, e un backtracking che soprattutto nelle fasi finali di gioco potrebbe scoraggiare l’avventuriero alle prime armi.

TANTA PASSIONE, E SI VEDE…

Infine, valutazioni d’obbligo su quelli che sono i comparti tecnici. Basandosi su quanto di buono s’era visto in Deponia, il team di sviluppo ha ulteriormente rafforzato la qualità del pacchetto globale, inserendo un ottimo numero di nuove location dagli elevati dettagli, così come le animazioni che in questo Chaos on Deponia si presentano in quantità ben più elevata che in passato, anche se a tal riguardo si poteva fare qualcosina in più. Ogni singola schermata di gioco, tra sfondi artistici pregni e densi di colori vivaci e che mettono allegria, restituisce a schermo qualcosa che già un paio di mesi fa ci aveva colpito in maniera sublime, ora, lo fa in maniera ancor più marcata del solito, segno che anche in termini di resa grafica Daedalic Entertainment ha fatto l’impossibile, rendendo un prodotto già perfetto, sotto questo punto di vista, ancor più meraviglioso.
Non possono mancare gli elogi per l’audio, composto nella sua interezza da un fantastico doppiaggio in Inglese (disponibili anche i sottotitoli nella stessa lingua), di effetti sonori mai fuori posto e brani audio che si basano, fondamentalmente, su quella che era la soundtrack di Deponia, ma anch’essi hanno subito un processo di ampliamento e miglioramento, quindi la resa finale è risultata essere decisamente aumentata in termini qualitativi. Rimane il piccolo-grande problema dell’assenza dell’Italiano, anche solo in formato testo, che potrebbe essere motivo di disinteressamento da parte di alcuni fan del genere, piuttosto indietro o per niente “amici” della lingua Inglese. Tuttavia, siam sicuri che non tarderà l’annuncio di FX Interactive riguardo alla localizzazione di questo secondo capitolo, cosi come avvenne per Deponia (rinominato in Fuga da Deponia), ma bisognerà aspettare ancora qualche settimana.

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IN CONCLUSIONE
Chaos on Deponia rappresenta il sequel perfetto, un capolavoro composto da tanto sacrificio ed altrettanta bravura. Chi segue il genere sa che il primo Deponia non era così atteso, eppure la formula di gioco classica unita ad un umorismo dei bei tempi passati (quelli che i videogiocatori più navigati ancor tengono a mente) e comparti tecnici di rara bellezza ed assoluto pregio, lo hanno posto ai vertici per qualità e divertimento, oltre che per un rapporto qualità/prezzo decisamente importante e vantaggioso. Con il secondo dei tre capitoli previsti, Daedalic Entertainment è riuscita a migliorare fattori come la longevità, vero punto debole del prequel, e ha fatto più attenzione e dedicato maggior cura alle animazioni, per un risultato finale davvero eccezionale. A questo punto, non ci rimane che attendere il capitolo ultimo delle vicende di Rufus e Goal, per un finale quanto mai appassionante, come non se ne vedevano da anni. Tanti anni. Troppi.
Pro-1
Straordinario, epico ed emozionante
9
Contro-1
Assenza della localizzazione in Italiano, un problema per alcuni
Pro-2
Umorismo a frotte, ad un prezzo irrisorio
Pro-3
Comparti tecnici impressionanti
MASTERPIECE
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