Fez – Recensione
I videogiochi indipendenti o indie games hanno ritrovato ad oggi un nuovo valore grazie anche al progresso di internet, a nuovi strumenti di sviluppo come per esempio: Microsoft Xna e Adobe Flash ed infine alla notevole distribuzione su piattaforme digitali come Xbox Live, Playstation Network, Steam, Onlive ed altre. Ma a tutti questi strumenti manca l’elemento essenziale: l’idea per creare il videogioco!
Un’idea l’ha avuta Phil Fish e il suo team Polytron che hanno portato alla luce dei nostri occhi il brillante Fez, una perla videoludica nel nuovo universo degli Indie Games. Il progetto annunciato nel lontano 2007, rimandato come molti altri più e più volte, vede oggi, dopo cinque anni di lavoro e la forza di volontà del suo ideatore Phil Fish il suo rilascio. Possiamo dunque scrivere oggi questa recensione da tempo attesa.
ALLA SCOPERTA DEL VERO MONDO
La trama si svolge nel bizzarro mondo di Fez, fatto da isole fluttuanti che si ergono su più piani verticali. Prenderemo controllo del protagonista Gomez, una curiosa creatura bidimensionale che vive in un mondo altrettanto bidimensionale con il compito di salvarlo. L’avventura del protagonista ha inizio nel villaggio dove quest’ultimo vive, la tranquilla giornata inizia con un messaggio da parte di Geezer, l’anziano che vive sulla cima di questo borgo. Una volta raggiunto l’anziano, Gomez apprende che il mondo bidimensionale dove fino a ora ha vissuto è solo una parte del vero mondo, che è tridimensionale. Riceviamo il Fez (cappello di origine marocchina da cui deriva il nome del gioco) con il quale possiamo ruotare le ambientazioni bidimensionali da quattro diverse angolazioni. Ma accade qualcosa di imprevisto l’esaedro d’oro si rompe e saremo costretti a ricomporlo, recuperando i 32 cubi sparsi tra i mondi di Fez, per salvare l’universo dalla distruzione.
Uno strano cappello, un grande cubo dorato che tiene in equilibrio il mondo, tutto sembra un sogno ma come ci renderemo presto conto è tutto vero! Dopo il breve risveglio, con in testa il nostro cappellino, incontreremo Dot, il nostro aiutante che ci darà delle brevi nozioni sul gameplay e fornirà dei semplici aiuti per la risoluzione di alcuni enigmi. Inizieremo subito la ricerca dal villaggio iniziale e dopo aver recuperato velocemente gli otto frammenti che compongono il primo cubo potremo finalmente aprire una porta alla base del villaggio e iniziare l’esplorazione attraverso i numerosi mondi, alla ricerca di altri frammenti e cubi dorati che andremo via via scoprendo.
Il gameplay di Fez è tanto semplice quanto geniale e profondo. Grazie all’abilità concessa dal cappello avremo la possibilità di ruotare le ambientazioni con la pressione del grilletto destro e sinistro, in modo tale da esplorare il mondo nelle completezza delle quattro diverse angolazioni disponibili. Procedendo con l’avventura ci renderemo conto di quanto questa abilità sia essenziale per recuperare frammenti o cubi apparentemente irraggiungibili. Come infatti vedremo un voragine che ci divide da un appoggio grazie ad una o più rotazioni potrebbe diventare un semplice salto. L’avventura per recuperare i frammenti si rivelerà all’inzio semplice come andare in bicicletta, ma progredendo l’opera di Polytron metterà a dura prova il nostro intelletto facendoci scoprire la natura ben riuscita di platform – puzzle game.
I pochi tasti disponibili semplificano lo svolgersi delle azioni a schermo: premendo il tasto A, Gomez effettuerà un salto, con il tasto X o tasto azione potremo invece aprire gli scrigni o raccogliere bombe e casse, con la Y apriremo un piccolo inventario per controllare lo stato della nostra ricerca, muovendo lo stick analogico in su o la croce direzionale verso l’alto entreremo nelle porte e, come abbiamo visto precedentemente, con i grilletti destro e sinistro ruoteremo il mondo orizzontalmente in una delle due direzioni disponibili. A completare il già non facile compito del giocatore, vi sono dei misteriosi codici da decifrare, anticubi, mappe del tesoro e anche numerosi enigmi, che, per essere risolti, ci faranno ancor più spremere le meningi! Non saranno però indispensabili per il completamento della trama del gioco, ma solo per i giocatori più audaci e pazienti che vorranno completare totalmente Fez.
UN SALTO NEL PASSATO
La veste grafica strizza l’occhio ai 16 bit “cubisti” visti all’inizio degli anni novanta, riportando giocatori di vecchia data indietro nel tempo. Una veste grafica retrò, con pochi colori utilizzati, ma molto intensi. La cura nella costruzione delle ambientazioni è veramente maniacale e l’innesto di numerosi dettagli eleva il già buon lavoro a livelli altissimi. Durante le nostre esplorazioni avremo occasione di vedere piccoli animali che vagano liberi e il colore del cielo che cambia costantemente, alternando giorno e notte e mostrando l’effetto pioggia con i lampi sullo sfondo. Le ambientazioni, nonostante vengano visualizzate in due dimensioni, sono in realtà create con poligoni in tre dimensioni, ricreando perfettamente l’effetto cercato e desiderato. Il buon motore grafico Trixel fa abbastanza bene il proprio lavoro, anche se vi sono sporadici rallentamenti che si manifestano durante i salvataggi automatici e, ancor più raramente, durante qualche movimento veloce nelle ambientazioni. Un problema ben più fastidioso invece riguarda alcuni freeze o reset che bloccano il gioco o ci riportano alla Dashboard, lasciandoci all’improvviso a bocca asciutta. Per nostra fortuna è capitato solo un paio di volte, ma speriamo che sia già in cantiere una patch correttiva che renda tutto più stabile e godibile.
La longevità per il completamento della sola trama è intorno alle sette ore. Completare il gioco invece al 100% risolvendo tutti gli enigmi richiederà un numero di ore doppio o forse più! L’accompagnamento sonoro retrò è azzeccatissimo, l’ottimo campionamento ricrea l’atmosfera giusta per ogni ambientazione che andremo a visitare. La ricercata cura dei dettagli sonori si sente immediatamente, la stessa cosa vale per l’accompagnamento che diventa più cupo una volta entrati in ambientazioni chiuse o se il protagonista si ritrova nascosto dietro ad un muro o ad un ostacolo dopo aver ruotato l’ambientazione. I dialoghi in gioco avvengono, come di consuetudine, solo testualmente, ma sono localizzati in maniera egregia in lingua nostrana.
Perfetto connubio tra meccaniche platform e puzzle |
8.5 | Non adatto a tutti |
Ambientazioni ed enigmi ben strutturati | Alcuni problemi con l'instabilità del codice e rallentamenti del motore grafico | |
Alcuni enigmi non alla portata di tutti |



