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Recensione
TESTATO SU X360
21 giugno 2013, 10:52
State of Decay
State of Decay mobile

State of Decay – Recensione

Uscito in punta di piedi nei primi giorni di giugno tra i Live Arcade, State of Decay è il nuovo lavoro ad opera dello studio indipendente Undead Labs. Come ben sappiamo, il panorama videoludico durante il mese di giugno è stato scosso non solo dalle varie presentazioni di Sony, Microsoft e Nintendo nella famosa fiera losangelina, l’E3, ma anche dall’uscita di The Last of Us, già recensito sulle nostre pagine. Trovare la necessaria attenzione in questo periodo, per produzioni certamente meno chiacchierate, è quindi impresa assai difficile, ma Undead Labs non si è lasciata scoraggiare e ha sfornato un action-survival-horror con i nemici di “sempre”, gli zombie.

Nonostante siano state poche le informazioni trapelate fin prima della sua uscita, il titolo ha riscontrato un ottimo successo vendendo ben 300 mila copie dopo i primi due giorni di lancio su Xbox LIVE Arcade. Vediamo insieme il perché di questo straordinario risultato!

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POCA TRAMA TANTA AZIONE

Il punto di partenza narrativo non è particolarmente originale, anzi, il team di sviluppo ha optato per un inizio “scarno di contenuti”, niente preamboli o particolari introduzioni che descrivano la situazione, mettendo invece il giocatore subito nel cuore dell’azione. In pochi secondi vestiremo i panni di un sopravvissuto di nome Marcus, prendendo parte alla crociata per la sopravvivenza contro un nuovo mondo invaso da un apocalisse zombie. La trama è quindi un piccolo pretesto per mettere il pad nella mano del giocatore e poi catapultarlo nell’esteso mondo di gioco. State of Decay, come ogni buon survival, ci concederà pochi secondi per ambientarci: verremo messi subito alla prova con una piccola orda di zombi famelici pronti a cibarsi delle nostre carni, che fungerà anche da tutorial per istruire il giocatore al combattimento.

Dopo questa prima fase possiamo subito notare come il gameplay sia un ottimo mix di diversi generi, che ci è difficile classificare in uno ben definito. Partiamo subito in quarta parlando del sistema di combattimento: con la pressione dei tasti X e Y è possibile attaccare tramite fendenti e spinte utili per allontanare i nemici. C’è la possibilità di attaccare furtivamente ed è anche possibile mettere KO i nemici in un solo colpo evitando, come vedremo di seguito, di perdere la preziosa resistenza. In questi casi, i fattori da tenere sempre sott’occhio sono le due barre poste in basso a sinistra dello schermo che ci mostrano la quantità di vita e di resistenza. Quest’ultima si consuma ogni qualvolta compiamo un’azione d’attacco e quando scattiamo velocemente tramite la pressione del dorsale sinistro. Se siamo fortunati, avremo anche un’arma da fuoco con noi. Nonostante la chiara utilità ed efficienza di quest’ultime, abbiamo notato come in alcune situazioni il sistema di puntamento non sia sempre preciso.

L’esplorazione è uno degli elementi fondamentali per aumentare le nostre chance di sopravvivenza: avremo modo di recuperare tra gli edifici completamente esplorabili nuove armi, oggetti, cibo e materiali utili per avere la meglio in questo nuovo mondo. Ispirandosi ai punti di osservazione di Assassin’s Creed, in State of Decay le meccaniche di esplorazione prevedono di salire su alcuni edifici situati più in alto rispetto al resto del paesaggio. Da qui è possibile eseguire una analisi degli edifici, di alcuni particolari nemici e delle orde di zombie che ci circondano, rendendoli visibili sulla mappa e facilitandoci il compito di perlustrazione e di recupero risorse. Per i lunghi spostamenti attraverso il mondo di gioco sarà possibile utilizzare l’ottima varietà di automobili lasciate abbandonate tra le strade, mentre per muoversi a piedi è stata aggiunta la possibilità di muoversi furtivamente in maniera tale da non attirare l’attenzione di troppi nemici, evitando così di ritrovarsi spalle al muro contro un gruppo numeroso di zombie che potrebbero mettere fine alla nostra esistenza.

L’aspetto gestionale è una parte fondamentale di State of Decay. Dopo qualche ora potremo prendere il controllo anche degli altri personaggi facenti parte del nostro gruppo: in questo caso noteremo subito come ogni personaggio disponga di proprie caratteristiche e di abilità non solo fisiche ma anche psicologiche. Ogni personaggio inoltre avrà otto spazi nel proprio inventario dove poter inserire armi ed oggetti e sulla base del peso trasportato è possibile vedere come sia collegato il costo in termini di resistenza e di velocità di movimento. Da notare anche come il grado di ogni abilità cresca con l’utilizzo, infatti dopo alcuni combattimenti corpo a corpo è possibile osservare come questa abilità, così come quella della forza, aumentino di livello. La corretta gestione dei nostri compagni e delle relative relazioni interpersonali aiuteranno in parte a mantenere tutti uniti e pronti a difendere la base in caso di attacco da parte di orde.

Con la risoluzione di quest secondarie, e portando varie risorse al campo, il livello di influenza che fa da moneta di gioco salirà. Grazie a questa moneta sarà più facile convincere nuovi personaggi ad aggregarsi a noi ed inoltre sempre grazie al livello di influenza sarà possibile, durante l’esplorazione, costruire degli avamposti sicuri e dei nuovi campi base. In un secondo momento vi è anche la possibilità di migliorare la condizione dei nostri compagni, mediante la costruzione di infermerie, piccoli dormitori, spazi di addestramento, utili per aumentare il livello di abilità di ciascuno di essi. Non finisce qui, gli NPC alleati a loro volta si renderanno utili, non rimarranno in attesa di ordini da parte del giocatore, ma in piena autonomia usciranno dal campo alla ricerca di risorse di cui si ha più bisogno, arrivando anche a portare nuovi personaggi se il nostro grado di influenza sarà alto.

GRAFICA LOW BUDGET

Sotto il profilo grafico State of Decay è deludente, da una produzione indie era chiaro non aspettarsi niente di eccelso ma in tal caso si vedono la maggior parte dei difetti di una produzione low budget. L’esplorazione del mondo di gioco è popolata di pop-up più o meno visibili, ci sono texture deficitarie caricate a passo di lumaca ed un frame rate che cala drasticamente nelle sessioni in automobile e nei momenti più concitati. Non finisce qui, più di una volta durante le nostre sessioni di gioco si sono verificate compenetrazioni poligonali più o meno marcate, fino ad alcuni casi in cui il nemico dietro a un muro, o a una porta, è riuscito ad attaccarci passandoci attraverso. Anche la telecamera ballerina non aiuta, in alcune situazioni sembra quasi bloccarsi, soprattutto quando il nostro personaggio è vicino a un muro o a un ostacolo. Seppur non ignorabili in toto, occorre precisare che questi gravi difetti tecnici minano in maniera lieve l’esperienza che il sistema di gioco di State of Decay produce. L”intelligenza artificiale rispecchia la natura zombesca mostrando semplici routine, i nemici si limiteranno a braccarci senza sosta una volta individuato il nostro alter ego, mentre l’IA dei compagni in alcuni combattimenti risulta quasi inesistente. Da notare però come vi sia una discreta varietà di nemici: dai meno pericolosi, lenti e goffi, ad altri più aggressivi, agli strillatori in grado di stordirci per un breve lasso di tempo, fino ad arrivare agli zombi ben più grossi del normale, in grado di subire un notevole quantità di danni.

Gli appassionati del survival e degli zombie troveranno con State of Decay, seppur con una grafica non certo accattivante, un prodotto solido e divertente. La longevità si attesta su oltre 10 ore per completare la quest principale ma è tutto molto più vasto sulla base dell’esplorazione sandbox, contornata dal ciclo giorno/notte; buona anche la rigiocabilità, grazie alla creazione della mappa in maniera casuale.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=AAa5KOJMQjs[/youtube]

IN CONCLUSIONE
State of Decay ha grandi punti di forza: il gameplay profondo e ben strutturato ed un mondo di gioco altrettanto curato. Il tallone d'Achille della produzione Undead Labs è la realizzazione tecnica che mostra fin troppo il fianco, probabilmente figlia di un progetto dal budget limitato rispetto a produzioni ben più blasonate. Nonostante i difetti visibilissimi agli occhi di tutti, State of Decay è ampiamente consigliato. Il sistema di gioco saprà allettare anche i giocatori più esigenti riuscendo a mettere in secondo piano i difetti più gravi e se saprete chiudere un occhio sull'aspetto grafico riuscirete ad assaporare un'esperienza ludica che merita di essere giocata senza alcuna riserva. L'apparente dispendioso investimento di 1600 Microsoft Points sarà ampiamente ripagato con una profondità di stili di gioco ed idee di contorno ben implementate, capaci di catturare il giocatore.
Pro-1
Coinvolgente e profondo sistema di gioco
7.5
Contro-1
Tecnicamente deludente
Pro-2
Mondo vasto e ben curato
Contro-2
1600 Microsoft Points forse son troppi?
Pro-3
Grande longevità e rigiocabilità
Contro-3
IA poco ottimizzata
INDI-MENTICABILE APOCALISSE ZOMBIE!
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