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Recensione
TESTATO SU PC
11 dicembre 2013, 15:00
SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt
SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt mobile

SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt – Recensione PC

Non più tardi di qualche mese fa abbiamo avuto il piacere di provare – e recensire – una delle più interessanti uscite in digital delivery mai apparse sullo store digitale dell’handheld Nintendo. SteamWorld Dig, opera del giovane team svedese Image & Form, si è rivelato infatti come una delle sorprese “low price” di questo 2013 che sta rapidamente volgendo al termine, complice una fattura tecnica semplice e leggera, al contempo estremamente curata e sopraffina, unita peraltro a doppio filo ad una strana sensazione di nostalgia e ad un divertimento d’altri tempi. Ora il buon Rusty, automa antropomorfo protagonista di questa strana avventura steampunk ad ambientazione western, approda anche su PC, grazie a Steam (neanche a farlo apposta) pronto a regalarci ore di scavo selvaggio nei più reconditi recessi della misteriosa miniera, che si estende sotto la desolata cittadina di Tumbleton, lasciatagli stranamente in eredità dal defunto zio.

Steamworld-Dig-Logo

Per un pugno di terra

La creatura di Image & Form arriva finalmente sui nostri PC carico di tutti quegli elementi – di cui parleremo a breve – che l’hanno contraddistinto sulla piccola portatile Nintendo e che ne hanno decretato il successo, facendolo conoscere ed apprezzare anche al di fuori dell’utenza in possesso di un 3DS. SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt però non è un semplice copia/incolla della versione tascabile; questo suo “nuovo” debutto è stato reso possibile da un lavoro di rifinitura e di ottimizzazione per l’hardware di riferimento davvero encomiabile e che ne ha migliorato non solo la presentazione grafica e stilistica, ma è riuscito anche a mantenere intatto il divertimento e l’immediatezza del gameplay, grazie ad un sistema di controlli alquanto minimal ma molto ben strutturato e preciso.

Per chi ancora non avesse idea di cosa stiamo parlando, SteamWorld Dig si presenta come un interessante connubio di generi che riprende, mescolandoli sapientemente, spunti da Metroid, dalla tradizione platform ed elementi tipicamente “grind” che appartengono, tanto per fare un esempio sulla scena indie, al più recente Terraria; anche se riferimenti ed omaggi al passato certo non mancano, data l’impressionante somiglianza con un vetusto gioco da sala giochi conosciuto come Dig Dug, in cui il protagonista doveva scavare nelle profondità della terra per dare la caccia a dei mostriciattoli colorati. Ad ogni modo, onde non dilungarci in rimembranze passate (e già descritte nel nostro precedente provato della versione 3DS), possiamo affermare che la struttura di gioco rimane totalmente invariata anche nella versione PC: Rusty, lo steambot ai nostri ordini, sarà chiamato a scavare sempre più in profondità sotto la desolata cittadina di Tumbleton, non solo per svelare i segreti dell’immensa miniera, ma anche per poter estrarre gemme e rocce sempre più rare e preziose, in modo da sbloccare potenziamenti necessari per proseguire negli scavi ed acquistare l’equipaggiamento adeguato alla propria sopravvivenza. Questo circolo vizioso, anche se può sembrare prima facie noioso, risulta in realtà divertentissimo e, soprattutto, crea una certa dipendenza, ma non solo. Questo particolare tipo di “grinding” anche se non è strettamente necessario può tornar utile nel lungo periodo, per salire di livello e per potersi permettere i predetti equipaggiamenti od alcuni potenziamenti, utilissimi per semplificare situazioni altrimenti impossibili da superare.  Purtroppo il titolo non brilla certo per longevità; ma a ciò gli sviluppatori hanno posto parziale rimedio prevedendo una generazione casuale dei livelli ad ogni nuova partita – che ne permette quindi la rigiocabilità – ed una difficoltà crescente che porta ad incontrare la morte, nel caso di mosse azzardate, spesso e volentieri.

Per ciò che concerne gli aspetti prettamente tecnici, l’HUD che appare al giocatore – anche questo rimasto invariato – riporta saggiamente solo le informazioni essenziali, quali energia, quantità d’acqua residua (fondamentale, dato che la quasi totalità degli strumenti utilizzati da Rusty va a vapore), la quantità d’illuminazione rimanente prima di essere inghiottiti dall’oscurità, una piccola ma pratica mappa che indica genericamente la profondità e i punti di interesse e l’inventario, in cui è possibile tenere sott’occhio la quantità di slot liberi ed organizzare di conseguenza le risalite in superficie. Anche il sistema di controllo è improntato alla semplicità, per essere intuitivo ed immediato. Tutto può essere fatto con la sola tastiera, ma gli sviluppatori hanno anche pensato a chi considera il controller come un’estensione del proprio corpo; infatti è possibile settare i comandi per poter utilizzare il pad, ma ci sentiamo di sconsigliare tale scelta. Dato che si gioca su PC è bene utilizzare gli ottimi e pratici strumenti di cui tale hardware dispone.

L’ulteriore raffinamento di quella che già è considerata una piccola perla su handheld non si ferma alla mera ottimizzazione dei controlli, lo si nota anche sotto il fronte grafico. I miglioramenti infatti non concernono soltanto i ritratti dei personaggi, ora animati al contrario della versione portatile, ma anche  l’introduzione dell’HD a 1080p, del filtro bloom e del V-sync (questi ultimi comunque disattivabili), che fa risaltare in modo deciso e maggiormente definito il coloratissimo e particolare design bidimensionale cartoon style. SteamWorld Dig inoltre non richiede grandi quantità di risorse all’hardware e può tranquillamente adattarsi e girare fluido anche su macchine che potremmo definire non proprio performanti. Basta infatti avere un processore 2 GHz, con una memoria RAM da 256mb ed una scheda video 256mb per poter godere di questa produzione made in Sweden. Rispetto alla versione handheld ci è sembrato che la colonna sonora sia finalmente giunta a compiere a dovere il proprio lavoro; accompagna bene l’azione e non risulta per nulla noiosa o ripetitiva; da segnalare, per quanto riguarda le finestre dei dialoghi e i menu, la localizzazione italiana tra le lingue disponibili. Interessante anche il prezzo che, al contrario di altre produzioni che hanno fatto il cosiddetto salto di qualità, rimane praticamente il medesimo della versione portatile, cosa che lo rende ancora più appetibile ed uno dei giochi da tenere presenti – grazie ai sempre graditi sconti di Steam – e con cui impreziosire la propria libreria.

[youtube]http://youtu.be/h73rhQ7n7bE[/youtube]

IN CONCLUSIONE
Proprio come su 3DS, SteamWorld Dig: A Fistful of Dirt è una piccola perla che merita di essere provata, o comunque inserita nella propria wishlist. Il concept, elementare ma assai accattivante, conquista facilmente; passerete ore a scavare ed a scoprire i segreti che si celano in quella misteriosa miniera ed una volta finito (purtroppo un po’ troppo presto) vi verrà voglia di ricominciare. Image & Form è riuscita a trasporre la medesima, divertente, formula già vista su handheld e ad ottimizzarla per il nuovo hardware di riferimento. Da provare!
Pro-1
Design di sicuro effetto
9
Contro-1
Resta un po' troppo corto purtroppo
Pro-2
Crea dipendenza
Pro-3
Non è esigente dal punto di vista hardware
Una picconata tira l'altra
COMMENTI