The Mafat Conspiracy: Golgo 13 – What We Lost?
Come promesso nel mio ultimo What We Lost? ecco che oggi vi presento The Mafat Conspiracy – Golgo 13, ossia il secondo ed ultimo capitolo (per quanto riguarda i videogiochi ovviamente) dell’omonima saga, uscito due anni dopo il suo predecessore: Golgo 13: Top Secret Episode (per chi se lo fosse perso, consiglio la lettura QUI), sempre per NES.
Riuscirono gli sviluppatori a migliorare le meccaniche di gioco legnose e a rendere il titolo, nelle sue fasi più importanti (ossia le sezioni in stile Shoot’/Beat’em Up), più veloce ed immediato? La risposta è sì, per fortuna. Il titolo in questione dispone di un minor numero di ACT (gli ACT non sono altro che gli stage, i livelli da affrontare insomma) e anche di sezioni di gioco (se ricorderete, nel primo c’erano molte e differenti fasi a rendere il titolo una sorta di mix di generi videoludici), ma la scelta è comunque giustificata, dato che la qualità è più importante della quantità e buon detto non mente! In questo episodio, infatti, i miglioramenti sono visibili a primo impatto e il lavoro svolto è curato in modo migliore rispetto al predecessore. Andiamo dunque a vedere nel dettaglio The Mafat Conspiracy – Golgo 13!
DUKE TOUGOU COLPISCE ANCORA!
Come col predecessore, anche qui abbiamo una trama molto accurata con qualche colpo di scena, nonostante la maggior parte dei titoli per NES non garantivano sempre elementi complessi e particolari, dato che si limitavano a “salva la principessa” o al “distruggi tutto e tutti senza pietà”. Con Golgo 13, invece, abbiamo avuto l’avvicinamento a trame più mature con contenuti anche volgari. Oggi magari ci fa sorridere, dato che in un videogame troviamo di tutto ormai, ma nel 1988 e nel 1990 (ossia i periodi della messa in commercio dei due episodi di Golgo 13) non era affatto così. Infatti è forse un miracolo che i due titoli siano stati rilasciati, non tanto per il Giappone, ma perché in America erano molto severi con i vari contenuti volgari e con le scene di sesso, infatti nelle versioni USA sono state censurate alcune scene. Questo spiegherebbe anche perché non siano mai approdati in Europa. Ma torniamo a noi, in questo nuovo episodio Duke Tougou si troverà ad affrontare un gruppo terroristico denominato Mafat Conspiracy (che prende il nome dal titolo del gioco). Una sorta di satellite-arma è stato mandato fuori orbita, mettendo così la Terra in pericolo di un disastro nucleare. Il gruppo terroristico vuole in cambio dei favori dall’Unione Sovietica e dall’America ed una nave con testate nucleari. E mentre KGB e CIA si incolpano a vicenda, Duke Tougou, meglio noto come Golgo 13, riceve una missione il cui esito è molto importante: eliminare il leader del gruppo rivoluzionario Mafat, distruggere il sistema di acquisizione satellitare e soccorrere il dottor Barrows, tenuto prigioniero in Francia, a Parigi.
Il titolo in questione, come ribadito ad inizio articolo, è molto simile al predecessore e presenta diverse fasi di gioco, minori rispetto all’altro titolo, ma meglio curate e sviluppate. Come in Golgo 13, anche qui ci sarà la sezione principale in pieno stile Shoot’/Beat em Up e possiamo notare che i difetti di cui vi parlavo nell’articolo dedicato al prequel siano stati rivisti. In primis notiamo che Duke, finalmente, potrà abbassarsi, rendendoci la vita molto più semplice. Certo, The Mafat Conspiracy non è affatto facile, anzi… Probabilmente è anche più difficile del suo prequel, ma con un sistema di controllo più fluido rende l’esperienza di gioco complessiva molto più appagante, nonostante le difficoltà, quindi meno frustrante. Inoltre, il buon Duke potrà effettuare anche salti più alti rispetto al passato e per farlo basterà tenere il dito sulla ‘freccetta su': vedrete come Duke Tougou raggiungerà le piattaforme situate più in alto. Senza la freccetta, invece, effettuerà un salto standard. Come se non bastasse, il nostro protagonista avrà finalmente la sua energia ed il tempo sarà sempre presente per portare a termine una fase del livello, ma almeno energia e tempo non saranno un’unica cosa. Sono state rimosse le sezioni in stile shooter con pistola, le quali sicuramente non erano malvagie (anzi, erano realizzate anche bene), ma erano molto fastidiose visto che apparivano in stile RPG, ossia casualmente. Abbiamo quindi meno ACT, come già ribadito, ma il tutto viene ripagato con maggior stile. Le fasi sono diminuite, ma questo ha comportato una migliore realizzazione di tutto: i vari livelli sono molto più variegati e le sezioni sono realizzate meglio. Qui sono presenti, oltre a quella principale, anche alcune sezioni in Ferrari in stile Driving Arcade, con tanto di tempo per portare a termine il livello, quella labirinto già vista nel predecessore e quella in stile cecchino. Quest’ultima è stata migliorata rispetto al passato ed infatti, seppur sembrerà facile, prima di far partire il colpo per uccidere la vostra vittima tenete sempre conto del vento e di tutto il resto. Infine, sono presenti anche dei Boss con una loro barra di energia, da prendere a botte, in pieno stile Beat’em Up insomma.
Per quanto riguarda invece il comparto grafico, ecco che The Mafat Conspiracy raggiunge ottimi risultati. Certo, nei labirinti non è stato fatto molto ed i colori sono pressoché identici in ogni luogo, ma almeno le fasi da svolgere in Ferrari, anche se non sono molte, sono ben fatte, e soprattutto quelle principali sono migliorate di parecchio rispetto a Golgo 13: Top Secret Episode. I design e i modelli dei personaggi sono realizzati in modo davvero egregio e si nota fin da subito un miglior utilizzo della palette di colori, mentre il level design è di buona fattura. Inoltre, troviamo una maggior varietà di nemici e livelli strutturati sempre in modo diverso, senza la ripetitività che si intravedeva nel primo episodio. Tutti realizzati in modo particolare ed autentico. Forse l’ultimo è leggermente sottotono, sia nella struttura che nei colori utilizzati, ma nel complesso è stato fatto un buon lavoro. Anche gli effetti sonori hanno subito dei miglioramenti, anche se, sicuramente, non eclatanti. Per quanto riguarda le musiche, esse sono molto più ispirate del prequel, nonché maggiormente curate. Le OST sapranno coinvolgervi di più nell’azione questa volta. Nel complesso, quindi, il comparto tecnico ha subito dei netti miglioramenti, come il gameplay dopotutto. Molti fattori non sarebbero dovuti mancare nel primo episodio, ma in ogni caso meglio averli avuti nel sequel che mai.
Attenzione, il video sottostante è un longplay, perciò se non volete spoilerarvi tutto il gioco non visualizzatelo tutto o almeno non andate alla fine del video.
IN CONCLUSIONE
Se Golgo 13: Top Secret Episode mostrava delle potenzialità, ma conteneva delle pecche abbastanza rilevanti, ecco che il team di sviluppo rimediò con The Mafat Conspiracy, garantendo il meglio (o quasi) dall’esperienza di gioco. Ciononostante, non mancano dei difetti in questo titolo; sicuramente ci sono netti margini di miglioramento, ma è anche vero che si poteva osare di più, soprattutto per le varie sezioni di gioco. Quelle Shoot’/Beat’em Up sono realizzate in modo davvero fantastico, eccetto qualche piccola imperfezione in alcuni livelli e scelta non proprio adatta, ma per quanto riguarda il resto si poteva sicuramente fare di meglio, soprattutto nelle fasi in stile labirinto in prima persona. Inoltre, alcune idee mal sfruttate nel primo episodio avrebbero potuto rivederle e reinserirle, ma tutto sommato è accettabile che manchi qualcosa per avere un titolo migliore nel resto, anche se con un terzo capitolo questa saga avrebbe potuto raggiungere l’apice, il successo che gli serviva, visto che il manga è famosissimo, almeno in Giappone. Il titolo è comunque molto valido ed è quello che ci voleva per ottenere più o meno la stessa adrenalina del manga, peccato quindi che non abbiano sviluppato altri capitoli, perché si tratta di uno di quei titoli, sicuramente non capolavori o pietre miliari, che col tempo avrebbero potuto raggiungere risultati eccellenti.
Termina dunque questo appuntamento con WWL? Ovviamente The Mafat Conspiracy è un titolo consigliatissimo e che saprà accontentare tutti, ma mi sento comunque di dirvi di dare una chance anche al primo episodio. Dopotutto, sono due titoli che meritano un occhio di riguardo.
Saluti dal vostro CT!
