Dualshock 4 – Speciale
PlayStation 4, la console di nuova generazione di Sony viene accompagnata dal nuovissimo controller Dualshock 4, una revisione della terza generazione dei controller PlayStation che rimane quasi uguale nelle forme ma si libera di alcune criticità che da anni si portava dietro, aspetti in cui la concorrenza, il pad di Xbox 360, era un passo avanti. Mark Cerny, l’architetto di PlayStation 4, e i suoi collaboratori hanno sottolineato come in fase di sviluppo l’intenzione di migliorare il Dualshock era fortissima, e per questo che lo sviluppo del nuovo controller è stato portato avanti a stretto contatto con gli sviluppatori stessi, specie i first party, ascoltando i loro feedback per creare un controller in linea con le aspettative degli utenti e anche con PlayStation 4. Le prove dirette in occasione della Gamescom ci avevano dato già chiari indicazioni sul feeling con il nuovo Dualshock e dopo qualche giorno d’uso intensivo possiamo esprimere impressioni più concrete analizzando tutti gli aspetti e le funzioni del Dualshock 4.

Una volta impugnato la prima cosa di cui ci si rende conto è la migliore ergonomia frutto delle diverse dimensioni e delle più lunghe “maniglie” ma merito anche dal rivestimento gommoso che ricopre i materiali in plastica che offrono una più piacevole sensazione al tatto riflettendosi anche in un’impugnatura più salda e sicura. A concludere, un peso di qualche decina di grammi in meno rispetto al Dualshock 3 e un posizionamento delle dita che trova finalmente uno spazio più comodo tra i tasti del pad. Con il Dualshock 4 troviamo finalmente linee concave sui grilletti posteriori evitando lo scivolamento delle dita così come sugli stick analogici, ancora simmetrici come da tradizione, che offrono ora un grip maggiore e una precisione di controllo superiore unitamente alla corsa degli stessi più che corta che favorisce benefici in tal senso. I titoli di lancio quali Killzone: Shadow Fall e Resogun ma anche i titoli multipiattaforma dagli sparatutto in prima persona ai giochi di corse forniscono il feedback necessario a constatare i miglioramenti tangibili del nuovo controller.
Con il Dualshock 4, Sony non si è fermata a migliorare i difetti della precedente versione ma ha anche inserito diverse nuove funzioni: sulla parte frontale vi è una barra LED luminosa che dona un look davvero accattivante al pad e condivide la stessa tecnologia utilizzata con il Move. La PlayStation Camera utilizza il LED per fornire alla console sempre la posizione del giocatore inoltre questa barra si accende con colori diversi in base al numero di giocatori oppure per fornire informazioni in-game circa per esempio lo stato di salute del nostro personaggio, colorandosi di rosso quando viene colpito, come in Killzone. La luce non si può disattivare in alcun modo e oltre all’interfacciarsi con PlayStation Camera la sua utilità è sicuramente più estetica che pratica.
Ancora, tra gli analogici troviamo un altoparlante tramite il quale verranno riprodotte determinate conversazioni all’interno dei giochi, una feature che abbiamo apprezzato nel corso di questi giorni non tanto in Killzone dove viene usata per riprodurre gli audiolog che si raccolgono quanto in Resogun, nel quale le indicazioni su importanti avvisi di gioco vengono fatti non solo dalla TV ma anche dallo speaker del pad, aumentando il coinvolgimento ma soprattutto richiamando la nostra attenzione in maniera più netta. Una caratteristica che già adesso esprime un grosso potenziale sperando che questo si evolva nel corso dei prossimi anni in quanto a modi di utilizzo nei giochi. Un po’ più sotto invece abbiamo una porta per il collegamento di accessori e una entrata per cuffie con jack da 3,5 mm in cui inserire il monoauricolare che esce da ogni PlayStation 4 oppure qualsiasi cuffie con o senza microfono, visto che all’interno dell’altoparlante c’è integrato un microfono che può essere utilizzato per la chat vocale con la differenza che chi ci ascolta udirà la nostra voce più lontana. Inoltre attraverso le impostazioni di sistema di PS4 è possibile dirigere tutto l’audio di gioco in cuffia. Sopra gli analogici invece troviamo un’area multi-touch che offre nuove possibilità di interazione all’interno dei giochi che spetterà agli sviluppatori usare in modo sensato. Per esempio in Killzone il touchpad è utilizzato per impartire gli ordine al drone OWL facendo un semplice slide in una delle quattro direzioni, un sistema di comando che si è dimostrato sempre responsivo. La stessa area touch è anche un bottone a click che in Killzone è demandato alla consultazione della classifica nei match online. Nella parte centrale, situati lateralmente, troviamo i nuovi tasti (che potevano essere leggermente più sporgenti), Options che combina le vecchie funzionalità di Start e Select e poi il tasto Share che diventerà fondamentale nell’esperienza di tutti gli utenti grazie al quale condividere immagini e video dei giochi tramite Facebook, Twitter, Ustream e Twitch, in futuro e previsto anche l’arrivo di Youtube. Un tasto che racchiude l’anima social di PS4 e che può diventare una vera droga. Per finire non mancano i sensori di movimento e il sistema di vibrazione e ricordiamo che il Dualshock è perfettamente compatibile con il PC e una volta agganciato alla porta USB si installa automaticamente senza problemi di sorta.
IN CONCLUSIONE
Le prime sensazioni hanno trovato conferma in questi giorni di uso intenso: il Dualshock 4 fa dei passi in avanti importanti riguardo ad ergonomia e controlli rendendo l’utilizzo, dagli sparatutto ai giochi di corse, agli altri generi, più piacevole che in passato. Un controller che non si limita però a migliorare le criticità che si porta con sé da tempo ma introduce nuove caratteristiche interessanti e indiscutibilmente utili come l’altoparlante/microfono che già promuoviamo a pieni voti, il touchpad e l’ingresso per gli auricolari. Tutte queste caratteristiche hanno un impatto più pesante sulla batteria del pad, ancora un volta integrata e agli ioni di litio ricaricabile attraverso un cavo di tipo USB/Micro-USB, che perde un’oretta e mezza di durata nei confronti del Dualshock 3. Non ci è stato ancora possibile capire per certo che durata può avere il pad in condizioni “normali”, quindi senza l’uso dell’auricolare per parlare con i propri amici nel Party. Ne abbiamo fatto sempre un uso misto arrivando tra le 6/7 ore di durata e risulta difficile stabilire che consumi hanno l’altoparlante o il microfono. La durata complessivamente è sicuramente inferiore quindi al Dualshock 3, un difetto che viene leggermente mitigato dalla possibilità di caricare il pad quando la console è in stand-by senza la necessità di tenerla per forza accesa. In definitiva tante le note positive per il Dualshock 4 con dei piccoli nei che riguardano la durata della batteria e i tasti Share e Options che potevano essere un po’ più in rilievo.
