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Speciale
19 ottobre 2013, 9:00
In Memoria di Hiroshi Yamauchi – Speciale
In Memoria di Hiroshi Yamauchi – Speciale mobile

In Memoria di Hiroshi Yamauchi – Speciale

Per molti una semplice figura, per altri una leggenda! Hiroshi Yamauchi è stato il presidente più longevo della storia di Nintendo, nonché colui che è riuscito a far diventare una semplice società produttrice di carte uno dei colossi internazionali più importanti del mondo dei videogiochi. Molti lettori, probabilmente, non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando, magari conoscono Yamauchi solo per sentito dire, oppure per aver letto il suo nome nei titoli di coda di qualsiasi gioco Nintendo (fino al 2002), non sapendo quanto è stato importante quest’uomo per la storia dei videogiochi, e non solo. Per cui, cari lettori, questo è il momento di scoprire insieme il suo percorso… Un lungo percorso che ha portato Nintendo alla potenza che è oggi.

Prima di partire, però, è importante farvi capire che tipo di persona era; dovete sapere che dopo aver lasciato il suo posto a Satoru Iwata, Yamauchi rinunciò anche a più di 1,5 miliardi di yen, una cifra che equivale a circa 11 milioni di euro, destinata a lui per buonuscita, dicendo: “Questi soldi saranno più utili a Nintendo che a me”, una frase che rimarrà nella storia. Il vecchio presidente di Nintendo, nonostante economicamente se la passasse decisamente molto bene e da questo punto di vista il suo rifiuto alla buonuscita potrebbe sembrare più facile e scontato di quel che sembri (era al tredicesimo posto tra i più ricchi di tutto il Giappone), rimase comunque in possesso del 10% delle azioni dell’azienda. Era una persona molto testarda, che ha fatto molte scelte sbagliate, ma spesso è il prezzo da pagare quando si vuol creare qualcosa di grande e di immortale…

DALLE CARTE AI VIDEOGIOCHI

Era l’anno 1949 quando Hiroshi Yamauchi prese il posto di Sekiryo Yamauchi (il suo vero cognome era Kaneda, ma prese il cognome della moglie, figlia di Fusajiro Yamauchi, fondatore storico di quella che ora è Nintendo), dato che quest’ultimo venne colpito da un ictus. Con Hiroshi le cose cambiarono fin da subito. In primis chiese a suo nonno Fusajiro, mentre era sul letto in punto di morte, il permesso di licenziare chiunque non fosse stato d’accordo con il suo insediamento, dato che era preoccupato di non venir rispettato. Il nonno gli diede il consenso e fu così che Hiroshi licenziò tutti i vecchi manager ed i vecchi lavoratori, poiché voleva rimodernare l’azienda. Cambiò anche il nome della società da Nintendo Playing Cards Co. (il nome che venne scelto per sostituire Nin-ten-do Koppai) a Nintendo Co. Ltd. Dopodiché, iniziò a far distribuire, per la prima volta in Giappone, carte plastificate e riuscì anche ad instaurare un rapporto con la Disney realizzando quindi carte con i personaggi di Topolino e compagnia bella, conquistando così una grossa fetta di mercato. In un anno, Nintendo riuscì a vendere oltre seicentomila confezioni di carte. Stanco delle carte, Hiroshi Yamauchi decise che era tempo di cambiare. Fu così che la società passò dallo sviluppo di carte da gioco alla creazione di giocattoli, nonché di occuparsi un po’ di tutto, come la compagnia di taxi, i love hotel, un’emittente televisiva, elettrodomestici. La cosa simpatica è che Yamauchi nel 1965 assunse il grande Gunpei Yokoi per la manutenzione dei macchinari che servivano per la produzione delle carte e nel 1966 andò a far visita alla fabbrica dove lavorava proprio Yokoi e notò un giocattolo ideato e costruito da quest’ultimo. Fu così che, senza manco pensarci troppo, Yamauchi ordinò a Yokoi di sviluppare la sua creazione e di renderla un prodotto vendibile entro Natale. Si trattava dell’Ultra Hand che fu un grandissimo successo commerciale. Seguirono poi l’Ultra Machine ed il Love Tester, fino ad arrivare al 1973 con l’ultima invenzione importante, la serie di pistole laser Laser Clay Shooting System.

La Nintendo continuò quindi per questa strada fino al 1974, quando poi, finalmente, si dedicò allo sviluppo di videogiochi e console. La prima console fu il Color TV Game, dopodiché Yokoi invento i Game & Watch. Anche qui è “il come” che è molto simpatico e divertente: l’autista di Yamauchi si ammalò proprio quando doveva accompagnare il presidente ad un’importante riunione all’Hotel Plaza di Osaka. Fu così che Gunpei Yokoi si improvvisò autista e fu lui ad accompagnare Yamauchi all’incontro e, nel frattempo, poté parlargli a quattrocchi del progetto. Alla riunione il destino volle che il presidente fece un accordo con Sharp così Yokoi diede vita al suo progetto, nato per caso mentre osservava un uomo su un pullman alle prese con una calcolatrice perché annoiato. Dal Game & Watch dobbiamo la creazione della croce direzionale, cosa non da poco… grazie a Gunpei Yokoi. Con l’avvento del Famicom/NES, Yamauchi assunse nel suo team il maestro Shigeru Miyamoto e sotto la supervisione di Gunpei Yokoi sviluppò, così, uno dei giochi più famosi di tutti i tempi: Donkey Kong. Il lavoro venne apprezzato moltissimo dal presidente Yamauchi, così il padre di Mario e Zelda si mise al lavoro su un altro gioco, sempre sotto la supervisione di Yokoi: Mario Bros. Fu proprio quest’ultimo a consigliare a Miyamoto di dare a Mario la possibilità di saltare da qualsiasi altezza senza subire danni. Miyamoto comunque resterà anche nella storia non solo per Super Mario e Zelda, ma anche per aver creato i tasti L ed R e lo stick analogico.

La storia poi la conosciamo un po’ tutti, fino all’arrivo dell’accordo instaurato da Nintendo e Sony per la creazione della loro console: Play Station. Come accennai già nell’articolo del Nintendo 64 (qui), Nintendo e Sony fecero un accordo per creare SNES-CD, ossia una periferica che avrebbe permesso di far girare CD-ROM sul Super Nintendo e al CES avrebbero dovuto confermare l’alleanza. Tuttavia Yamauchi, che non era uno sprovveduto, lesse tutto il contratto e capì che Sony avrebbe avuto il controllo totale su tutti i titoli che sarebbero stati rilasciati su SNES-CD, così lo strappò preso dalla rabbia ed annullò l’alleanza con Sony e relativi progetti. Ciononostante Sony in segreto, sempre al CES, strinse un’alleanza con Philips e non si diede per vinta, prese il progetto Play Station e lo fece suo. Nintendo aveva la padronanza del progetto e quindi fece il possibile per non far rilasciare la console, ma Sony con molta furbizia tolse lo spazio tra i due nomi per formarne uno solo: PlayStation. Qui arriviamo agli sbagli di Hiroshi Yamauchi; in primis la scelta di sviluppare ancora su cartucce con la nuova console, Nintendo 64, non fu il massimo e questo spinse tutte le terze parti a sviluppare sulla concorrenza e per questo motivo anche Squaresoft cambiò bandiera ed il suo Final Fantasy divenne un’esclusiva Sony. Ci fu anche un litigio tra i presidenti di Nintendo e Squaresoft, e Yamauchi rispose ad un’intervista che non lo preoccupava affatto dell’abbandono di Square, dichiarando: “La gente che gioca ai GDR è formata da giocatori depressi ai quali piace stare seduti da soli nelle loro stanze scure a giocare a giochi lenti.” Purtroppo, preso dalla sua mania di grandezza e presunzione disse una delle più grandi baggianate della storia, ma d’altro canto si sa, anche i grandi uomini le sparano grosse. Con Sony PlayStation, Nintendo anche con i suoi capolavori Super Mario 64 e The Legend of Zelda Ocarina of Time non poté fare molto e, anzi, deve ringraziare ancora oggi il Game Boy ed i Pokémon se riuscì, all’epoca, a non fallire e rimanere con le unghie e con i denti in gioco.

UN ULTIMO SALUTO A HIROSHI YAMAUCHI

Nel 2002 Hiroshi Yamauchi decise di lasciar spazio a qualcun altro. Dopo 50 anni era giunto il momento di mollare, affidando l’incarico all’attuale presidente di Nintendo: Satoru Iwata, uno sviluppatore di HAL Laboratory. Il 19 settembre 2013, precisamente un mese fa, Yamauchi ci ha lasciati e questa è di certo una data da ricordare, perché non è morto solo un presidente, ma anche un pezzo di storia. Iwata rilasciò questa dichiarazione il giorno dopo la morte del vecchio e longevissimo presidente di Nintendo: L’intero team Nintendo porterà avanti lo spirito del signor Yamauchi ed onorerà l’approccio all’intrattenimento e tutti i valori che ci ha insegnato, adattandosi all’evolversi dei tempi.”

Hiroshi Yamauchi è stato l’uomo che ha trasformato una piccola azienda produttrice di carte in quella che è una delle più grandi industrie del globo. E’ grazie a lui se oggi esistono Super Mario, Zelda, Donkey Kong, Mega Man, Metroid e tutti gli altri personaggi importanti dei videogiochi ed è probabilmente sempre grazie a lui che Sony ha avuto la possibilità di creare PlayStation ed è sempre grazie a lui se Gunpei Yokoi ha potuto creare la croce direzionale, oltre che il Game Boy ed alcuni suoi giochi; e Shigeru Miyamoto lo stick analogico ed i tasti L ed R di cui vi parlavamo prima, oltre che Super Mario e Zelda. Proviamo ad immaginare come sarebbe stato il mondo dei videogiochi senza Hiroshi Yamauchi e cosa mai ne sarebbero stati di personaggi come Yokoi, Miyamoto e dei tanti altri che fanno parte (o che ne hanno fatto parte in passato) di Nintendo. Probabilmente sarebbero stati talenti sprecati, anche se si va per supposizioni, ma di sicuro non avrebbero creato ciò che hanno fatto grazie a Nintendo e Hiroshi Yamauchi.

Grazie di tutto Presidente (la “P” maiuscola non è un caso). Io vorrei ricordarlo con queste parole di Satoru Iwata: “Il signor Yamauchi ci ha insegnato che essere diversi è un valore.” Insomma, Hiroshi Yamauchi ha reso realtà molte delle cose che abbiamo oggi, avrà avuto il suo caratterino ed avrà fatto i suoi sbagli, ma tanti sono i valori che gli vanno riconosciuti. Grazie Presidente… ti ricorderemo per tutto ciò che ci hai regalato!

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