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Speciale
5 maggio 2012, 9:30
Speciale | I 30 livelli più Maledetti – Parte 2
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Speciale | I 30 livelli più Maledetti – Parte 2

Cari amici eccoci di ritorno con la nostra classifica dei livelli dannati, la settimana scorsa ci siamo scaldati la bocca con un antipasto di buone arrabbiature (LINK), ora ci avviciniamo ai livelli che ci hanno veramente portato all’esasperazione. Bando alle ciance e passiamo a analizzare quello per cui siete qui tutti e buona lettura.

20) MASS EFFECT 2: LA MISSIONE SUICIDA

Mass Effect è una delle trilogie più importanti di questa generazione, a guardar bene l’evoluzione del brand rispecchia l’attuale mercato dei videogiochi, il primo Mass Effect era un Gdr duro e puro con un gameplay action ogni azione portava conseguenze diverse e a farsi amici o nemici differenti. Il secondo capitolo è un tps dalla trama bislacca con la possibilità di fare scelte reativamente influenti, i terzo è un parente stretto di Gears of War con un finale che lascia decisamene perplessi e non in senso positivo. So che in molti leggendo “la missione suicida” si staranno chiedendo se sono ubriaco (un po’ si) però posso assicurarvi che quella che è probabilmente la migliore impresa di Sheppard si merita a tutti gli effetti la ventesima posizione.

A meno che non giochiate ai livelli di difficoltà più alti arrivare fino alla fine non è particolarmente complicato, il difficile sta nel far sopravvivere i nostri compagni soprattutto se si ha l’ostinazione di non voler usare guide e di non chiedere consigli a nessuno. Durante tutta la lunghissima missione avevo la certezza che Mordin Solus mi avrebbe causato solo problemi e infatti così accade, il maledetto scienziato salarian ha la brutta abitudine di morire in ogni occasione gliene si dia la possibilità, un po’ lo meriterebbe visto che ha quasi causato l’estinzione di una razza aliena però quali eroi da due soldi saremmo se lasciassimo indietro uno dei nostri collaboratori. Preparate una bella dose di pazienza, ne avrete bisogno.

19) PRINCE OF PERSIA: LIVELLO 5

Quando Jordan Mechner ha creato questo gioco era sicuramente in una fase difficile della sua vita, altrimenti non riesco a spiegarmi il motivo di tanta cattiveria riversata nei livelli. Il quinto stage è il primo veramente complicato, per quanto i  quattro precedenti non scherzassero questo è un gradino superiore e da li in avanti i problemi iniziano a farsi veramente seri.  Oltre a presentare uno stile grafico nuovo, molto meno cupo del onnipresente blu-grigio degli altri stage, può vantare un design spettacolare con salti al limite e una miriade di nemici fortissimi, qui farà anche la sua comparsa il malefico clone ombra del principe. Insomma è un livello da provare assolutamente a patto di riuscire a rimanere abbastanza calmi da non spaccare in due la tastiera.

18) GITAROO MAN: STAGE 7

Gitaroo Man è uno di quei giochi che nonostante la indiscutibile qualità in Europa ha venduto meno della gomma da masticare al gusto peperone giallo.

Chi se lo fosse perso deve sapere che Gitaroo Man è un rhythm game della miglior specie, ogni scontro si divide in due parti, una parte in attacco dove con l’analogico dovremo seguire una linea con l’analogico e una fase di difesa dove dovremo premere i tasti con il giusto tempismo in un sistema non troppo diverso Guitar Hero giocato con il pad (come se ci fosse qualche sadico disposto a farlo). Nel settimo stage dovremo affontare il Sanbone Trio, un malefico gruppo di scheletri messicani suonatori di maracas. La canzone da completare è veramente figa con un ritmo incalzante che ti prende e ti scuote le budella, peccato si parta con pochissima energia e il dover affrontare una fase difensiva composta da una pioggia di tasti che arrivavano estremamente veloci. Per portarla a termine alla difficoltà più elevata servirà una grandiosa agilità alle dita e una capacità di rimanere freddi assolutamente invidiabile.

17) THE FLISTONE RESCUE OF DINO & HOPPY: IL CASTELLO

In teoria un gioco sugli Antenati dovrebbe avere livello di difficoltà adatta ai bambini, ovviamente se ne stiamo parlando qui è perché non è cosi. Se i primi schemi erano abbastanza abbordabili anche per chi aveva meno di dieci anni, le cose precipitavano avvicinandosi agli ultimi stage, un po’ alla volta Fred era chiamato a compiere salti sempre più difficili e a sconfiggere nemici sempre più coriacei, visto la rapida crescita del livello di difficoltà sono abbastanza convinto che ben pochi pre adolescenti siano riusciti a salvare i poveri Dino e Hoppy.

Il castello di questo favoloso gioco su licenza era di una complessità impressionante, se mai foste riusciti ad fuggire a un branco di scheletri decisamente più veloci di voi, a trovare tutti gli interruttori giusti e a non finire nei crepacci c’era un immancabile fiume di lava da evitare scappando verso l’alto del livello. Inutile dire quanto potesse essere difficile tanto per un bambino quanto per i genitori che dovevano terminare il livello al posto dei figli disperati e che in fondo erano convinti che salvare Dino da un cattivone venuto dal futuro fosse molto più semplice. Fred aveva anche un altro brutta abitudine in pieno stile anni ’80, una volta colpito faceva una faccia strana e un salto all’indietro, azione che eseguita in spazi così ristretti portava quasi sempre alla morte. Il tutto era condito da una musichetta stranamente ipnotizzante e che possiamo tranquillamente catalogare tra le più fastidiose che siano mai state create in un videogioco, all’ottava volta che provavamo lo schema  il tedioso ritornello era peggio di un ferro da calza infilato nell’orecchio.

Se lo giocavate quando avevate sei anni era praticamente impossibile, se lo state giocando adesso probabilmente è perché una vostra zia pensando di fare un affarone ha comprato in una televendita la Polystation, un clone del primo Nintendo con la forma di una Playstation 3, quindi siete ugualmente frustrati.

16) DONKEY KONG COUNTRY RETURN: LIVELLO 6-2

Donkey Kong Country Retun è senza ombra di dubbio il più difficile platform uscito su home console di questa generazione, il secondo livello del sesto mondo è la dimostrazione che si merita appieno questo titolo. Da quando abbiamo visto il Indiana Jones e il tempio maledetto è un po’ il nostro sogno fare una folle corsa dentro i carrelli della miniera e con questo capitolo di Dk potremo soddisfare il nostro desiderio, naturalmente grande soddisfazione deriva da un grande impegno e per arrivare alla fine di questo stage dovremo portare al massimo la nostra concentrazione, tra piattaforme che affondano, totem infuocati e un gigantesco uovo preistorico che perde i pezzi il level design è veramente da oscar e allo stesso tempo noi ci meriteremmo il nobel alla letteratura per tutte le parolacce creative che abbiamo formulato.

15) LEGEND OF KYRANDIA: IL LABIRINTO

I protagonisti delle avventure grafiche non sono mai persone molto fortunate, tra sfide assurde e indovinelli incompressibili a questi poveri personaggi capitano sempre le cose peggiori. Legend of Kyrandia è un’avventura grafica tutt’altro che facile, gli enigmi che il povero Brandon doveva affrontare farebbero impallidire anche i più esperti risolutori della settimana enigmistica.  Anche se vi sentite estremamente sicuri di voi perché siete riusciti a completare ( quasi ) al primo colpo il labirinto disegnato sulle tovagliette al fast-food, posso assicurarvi che questo dungeon è uno dei più intricati mai visti, complice anche lo spazio limitato dell’inventario e il dover sempre portarsi dietro delle bacche luminose per evitare di essere sbranati da qualche creatura che si cela nell’ombra. Il modo migliore per uscirne era far ricorso al nostro spirito di avventurieri di Dungeon & Dragons e disegnarci la mappa a mano sperando di non fare troppi errori e di segnare il punto giusto dove abbiamo abbandonato gli oggetti. Naturalmente una volta non è abbastanza , quando sarete usciti l’ultima cosa che vorrete è tornarci dentro, manco a dirlo dovrete farlo più volte e in ogni occasione preferiste guardare Uomini e Donne piuttosto che riaffrontare il demoniaco labirinto.

14) DARK SOULS: IL CORNICIONE DI ANOR LONDO

Dark Souls non è certo un gioco per pupetti, tra cavalieri neri e rane lancia maledizioni un po’ tutti ci siamo trovati con le mani nei capelli pensando a quanta strada dovevamo fare con una spada rotta prima di raggiungere il fabbro riparatore o il venditore che toglieva i malus. Tra tutti i punti in cui abbiamo chiesto alle divinità di mandare la dissenteria agli sviluppatori il cornicione di Anor Londo è quello che più di tutti ha favorito nostre bestemmie. Correre su un cornicione di per se non è un’azione che rientra tra le più semplici, se poi a complicarci la vita si mettono due arcieri con un arco chiamato “ammazzadraghi” che tirano frecce grandi come braccia il casino è assicurato. La vera complessità della sezione è nel non poter mai parare visto che essere colpiti indipendentemente da scudi o altre protezioni portava ad una inevitabile morte. Il cornicione di Anor Londo è probabilmente il punto più infame del gioco, soprattutto quando dovremo correre verso i cavalieri per affrontarli corpo a corpo.

Se non volete far conoscere a tutti la vostra vocazione alle parole oscure è molto meglio giocare quando non c’è nessuno in casa, questo tratto è in grado di far uscire il peggio di voi.

13) GRIM FANDANGO: RECUPERA LA FOTO DI LOLA

Lola ha fatto una brutta fine e considerando che stiamo parlando di una persona che è già morta la cosa è un po’ ironica, come in tutte le storie Noir che si rispettino la fotografa è stata fatta fuori per uno scatto un po’ troppo compromettente, starà al nostro intuito recuperare la foto incriminata. Peccato che il procedimento non abbaia assolutamente senso, senza fare grandi anticipazioni vi dico solo che dovrete persino rivolgervi a un tatuatore. L’enigma di Lola non è assolutamente divertente e non potendolo evitare più che altro vi farà venir voglia di mandare Manny a quel paese per mettervi a giocare a qualunque altra cosa.

12) WILD ARMS: DE LA METALLICA

Wild Arms è stato uno dei primi Gdr a comparire sulla ormai defunta Playstation, con la sua trama spettacolare e i puzzle ai limiti di una crisi di nervi ha imposto degli standard qualitativi decisamente alti e ha incasinato la mente di milioni di giocatori che rimanevano bloccati nei diabolici enigmi. Il momento che gli ha fatto guadagnare un onorevole dodicesimo posto si trova verso la fine del gioco quando si restava intrappolati dentro un libro e da li iniziavano le bestemmie, De la Metallica proponeva enigmi di base assolutamente incomprensibili e ben pochi indizi per risolverli, ad aumentare la nostra frustrazione ci pensavano gli scontri casuali che si ripetevano ogni trenta secondi, ho sentito brillanti studenti di ingegneria dire “Torno a studiare il momento torcente, è più semplice”. Wild Arms era demoralizzante, frustrante e ci ha fatto sentire tremendamente stupidi, in parole povere abbiamo dei ricordi bellissimi legati alle notti insonni passate a cercare di risolvere quest’assurdo dungeon.

11) CONTRA SHATTERED SOLDIER: STAGE 5

Se amate i giochi difficili qui avete decisamente trovato pane per i vostri denti, Contra Shattered Soldier è uno dei migliori shooters comparsi sulla ps2 e ogni livello ci omaggia con una difficoltà impressionante come tradizione della serie. Questo capitolo di Contra non lascia nessuno spazio alle incertezze se volete completarlo dovete conoscere perfettamente ogni situazione e sapere con quale arma affrontarla, se volente completarlo con il punteggio massimo preparatevi perché per quanto complicato al limite dell’impossibile potreste avere una delle più grandi soddisfazioni della vostra carriera videoludica . Il quinto stage è semplicemente mostruoso, a parte che non si spiega perché dobbiamo riempire di piombo un clone di Mr. Bison, prima di raggiungere il boss dovremo affrontare delle sezioni che tra mini boss e orde di nemici fanno piangere dalla disperazione, poi una volta che finalmente abbiamo davanti il cattivo di turno e pensiamo di poterci rilassare in realtà siamo solo a metà e la parte difficile deve ancora  iniziare. Lo scontro complessivamente dura una decina di minuti e a causa delle continue trasformazioni dell’alieno, una più infame dell’altra, dovremo cambiare continuamente la nostra strategia di attacco. Una volta finito tirerete un vero e proprio respiro di sollievo, riuscire a batterlo dovrebbe valere qualche credito formativo, una dimostrazione siete in grado di affrontare qualunque impresa estrema della vita, peggio che fare la maratona del circolo polare da scalzi.

Alla terza parte…

Cari amici per oggi ci fermiamo qui, spero che questo pezzo vi abbia divertito e che vi abbia fatto tornare alla mente tante belle infuriate da videogioco, continuate a seguirci per scoprire quali sono i veri campioni della frustrazione videoludica, ma sopratutto scriveteci quali sono gli stage che vi hanno fatto esplodere le coronarie. Vi aspettiamo al prossimo appuntamento, dove scopriremo finalmente chi diavolo è il numero 1.

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