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Speciale
7 novembre 2011, 9:15
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Speciale | Tributo a Shogun: Total War

Circa 11 anni fa esordiva sul palco videoludico Shogun: Total War. I dubbi erano tanti, le domande senza risposta erano addirittura troppe, eppure le potenzialità del titolo erano evidenti e non serviva aggiungere altro per descrivere un prodotto destinato a rendere immortale una delle serie più acclamate ed amate della nostra generazione. Di certo nessuno poteva pensare che questo titolo potesse spianare la strada allo sviluppo di successive versioni Total War ambientate in tempi e regioni diverse. L’evoluzione del brand è stata inarrestabile ma nulla avrebbe eguagliato lo spirito del primo capitolo targato Creative Assembly. In questo articolo si elogia uno dei passi fondamentali dello sviluppo e delle implementazioni tecnologiche, una tappa obbligatoria per rivoluzionare completamente un genere fino ad allora sottovalutato. Shogun Total War è riuscito a sbalordire per le sue qualità e per l’estrema compattezza dell’offerta e tutt’oggi rimane un punto di riferimento per tutti i congeneri e non manca chi ne trae ispirazione.

Pubblicato da Electronic Arts nel giugno del 2000 dimostrò di essere il miglior strategico a turni in tempo reale dell’epoca. Inizialmente concepito in 2D ma ben presto con la proliferazione delle schede video 3D subì un ulteriore modifica a livello tecnico che lo portò ad un repentino passaggio alla grafica 3D. L’ottimo lavoro dei ragazzi di Creative Assembly non tardò a mostrarsi, rivelando un attenzione all’autenticità storica, politica e bellico-tattica davvero encomiabile ed un struttura solida e versatile capace di regalare battaglie memorabili su vasta scala. Shogun Total War riprende molto se non tutto dall’Arte della Guerra, un vero e proprio manuale militare contenente regole su come condurre una guerra vittoriosa, stilato dal leggendario generale cinese nonché filosofo Sun Tzu – autore di celebri massime ed aforismi di cui farò largo uso per descrivere i paragrafi.

IL RACCONTO DI SIMA QIAN

Senza troppo allontanarmi dal mio sentiero desidero far comprendere il pensiero e l’autorità di uno dei più grandi pianificatori della Cina antica attraverso un racconto prelevato dal sito Wikipedia.

“L’aneddoto, riportato dallo storico Sima Qian nel testo di storia Shi Ji, riguarda la dimostrazione della capacità di saper condurre le truppe, richiesta dal re Helu di Wu a Sunzi (Sun Tzu), prima di prenderlo al suo servizio come consigliere militare.

Il re chiese a Sunzi se le sue capacità strategiche potessero applicarsi anche alle donne, e questi accettò di dargliene dimostrazione usando le 180 concubine del re. Sunzi divise quindi le donne in due gruppi e pose a capo di ciascun gruppo le due favorite del re. Poi spiegò ai due gruppi le regole da seguire: agli ordini di Sunzi, le donne avrebbero dovuto girarsi tutte nella direzione indicata. Al rullo dei tamburi ordinò quindi alla donne di voltarsi a destra, ma queste cominciarono a ridere e non obbedirono. Sunzi disse allora: “Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale.” Spiegò quindi ancora una volta le regole, quindi, al rullo dei tamburi, ordinò alle donne di voltarsi a sinistra. Ancora una volta le donne scoppiarono a ridere e non obbedirono.

Sunzi disse allora: “Se le regole non sono chiare e gli ordini non vengono compresi, la colpa è del generale; se, invece, le regole sono chiare, e tuttavia gli ordini non vengono eseguiti, allora la colpa è degli ufficiali”. Diede quindi l’ordine di decapitare le due favorite. Il re, che aveva seguito le manovre dall’alto del suo padiglione, gli ordinò di fermare l’esecuzione dicendosi convinto dell’abilità di Sunzi nel condurre le truppe, ma questi rispose che, nelle sue vesti di generale, vi erano ordini del re che non poteva seguire. Le due donne furono dunque giustiziate, e le favorite immediatamente inferiori per rango furono messe al comando dei due gruppi. Questa volta le donne obbedirono agli ordini senza indugio.

A questo punto Sunzi disse al re che le sue truppe erano pronte e ben istruite, e che avrebbero obbedito a qualsiasi suo ordine, invitandolo a passarle in rassegna. Ma il re lo congedò senza farlo e Sunzi allora commentò: “Il re ama le belle parole, ma non sa metterle in pratica”. Secondo il racconto di Sima Qian, questo episodio convinse il re Helu a prendere Sunzi al suo servizio. Il generale dimostrò nei campi di battaglia che le sue teorie erano efficaci.”

UNA VOLTA COLTE, LE OPPORTUNITÀ SI MOLTIPLICANO

Ambientato in Giappone durante il periodo Sengoku Jidai o “Stati Combattenti” percorre il lasso di tempo che va dalla metà del 15° secolo all’inizio del 17° secolo. Il paese è suddiviso in feudi ognuno dei quali è gestito da un clan agli ordini di un Daimyo (Signore). Intrighi di potere e misteriosi complotti rendono ingestibile l’economia del paese e l’unica soluzione trova voce nella presa al potere di una sola dinastia, in grado di prevalere sugli altri ed imporre la propria autorità a tutti gli abitanti. Spetterà al giocatore condurre al trionfo la propria fazione ed unificare sotto una sola bandiera il Giappone. La scalata al potere è coronata di sottili giochi diplomatici, atti di lealtà e coraggio ma anche di tradimenti e di efferati omicidi.

Shogun mette a disposizione otto storici clan dell’epoca, degnamente caratterizzati specie a livello visivo sul campo di battaglia. Ognuno di essi ha i suoi punti di forza e relativi punti deboli, che andranno inevitabilmente ad influenzare l’andamento della campagna e la vostra condotta politica, economica e militare. La conformazione del territorio è un elemento fondamentale per porre le basi ad uno dei più grandi e duraturi imperi: infatti esistono aree più ricche e fertili che se conquistate garantiscono un maggiore introito monetario. Il denaro è uno dei principali fattori su cui poggia la campagna principale, senza di esso non si può costruire, quindi gli edifici non progrediscono e di conseguenza producono poco. Lo stesso principio si applica alle armate: più l’addestramento è specifico e più l’unità sarà forte e predisposta per una determinata tattica, e il giocatore che dispone di un esercito eterogeneo e vasto ha maggiori probabilità di regnare sul paese. I clan sono ben bilanciati anche se non mancano quelli predisposti all’arte bellica e viceversa quelli più inclini alla pace.

La strada per la grandezza ha un unico traguardo ma possiede numerose vie da cui partire. Non esiste una precisa strategia, tutto dipende dalla nostra capacità di sfruttare al massimo tutte le opportunità che ci si presenteranno davanti. Se un nostro alleato dichiarerà guerra ad una altra fazione, esso sarà il momento ideale per sferrare un violento ed inaspettato attacco al clan nemico oppure potremo sfruttare l’effetto sorpresa attaccando il nostro alleato, che dal canto suo colto alla sprovvista non potrà che soccombere sotto i nostri urti. Attenzione però se si dovesse verificare quest’ultima eventualità in caso di debolezza o una pianificazione errata della strategia non solo subiremo pesanti perdite ma perderemo anche un prezioso alleato.

IL BUON MERCANTE

La campagna si svolge in un arco di tempo di 150 anni, ogni anno è diviso in quattro turni, uno per stagione, durante i quali riscuoterete un tot di monete (koku)  a seconda della quantità di città sotto il vostro controllo e lo stato di benessere di ognuno di esse – influenzabile dall’aumento o la diminuzione delle tasse. Il lato finanziario richiederà impegno per essere compreso fino in fondo ed una volta appreso sarà relativamente semplice gestire al meglio il settore economico del vostro impero. Una volta accumulato un discreto patrimonio spetterà a voi investirlo nella crescita di ciò che più ritenete importante per la vittoria: potrete potenziare le caserme e più in generale gli edifici adibiti all’addestramento militare, diminuire il livello delle imposte così da ottenere la fiducia del popolo ed evitare fastidiose ribellioni interne o aumentare la resa dei terreni coltivati, incrementando il numero di fattorie e fornendo le giuste conoscenze scientifiche. Alla fine di ogni anno (ogni 4 turni) vi verrò fornito tramite una semplice interfaccia il risultato dei raccolti e il guadagno netto per l’anno in corso. Come già riportato le tasse sono parte integrante di questo delicato meccanismo, qualora dovessero essere troppo basse il raccolto sarà meno abbondante,al contrario il popolo reagirà con violenza all’aumento delle stesse dandovi non pochi grattacapi per riportare la situazione alla normalità. Il consiglio è di non muoversi in un solo senso ma di cercare un compromesso tra le due parti.

La conoscenza delle proprie potenzialità è vitale e non bisogna mai mostrare al nemico anzitempo le proprie carte. Più il nemico sarà all’oscuro delle vostre attività più sarà debole ed esposto. Attaccate e distruggete in pochi istanti l’esercito avversario non temporeggiate troppo. Non ostentate la vostra ricchezza e le vostre ambizioni o tutti si coalizzeranno contro di voi.

SCONFIGGERE IL NEMICO SENZA COMBATTERE È LA MASSIMA VITTORIA

La diplomazia è quella che potremo definire l’asso nella manica per il giocatore che scende in guerra solo quando non ci sono alternative. Costruendo un apposito edificio (Garden of Tranquillity) vi sarà offerta la possibilità di istruire degli Emissari, da inviare per tutta la mappa di gioco nel caso in cui vogliate stipulare delle alleanze e dei trattati commerciali. Essi faranno le vostre veci al cospetto dei generali nemici e costituiranno un prezioso aiuto nella ruolo di spia: saranno in grado di fornirvi informazioni utili, non solo sul tipo di edifici presenti nella zona ma soprattutto sulla quantità e qualità dell’esercito nemico, nonché il grado di abilità del generale che controlla le truppe.

Ad ostacolare gli emissari ci penseranno i ninja, veloci e letali elimineranno senza destare sospetti i vostri sottoposti arrecando danno al vostro stesso impero. Partendo dal presupposto che ogni assassino nasce con particolari doti, ogni qualvolta si uccideranno personaggi di spicco della fazione concorrente acquisteranno punti esperienza che incrementeranno le possibilità di riuscita di un futuro attentato. Se un ninja è esperto nel suo lavoro, dal momento che ha ucciso più di un generale, riuscirà a portare a compimento obiettivi più difficili come ad esempio togliere la vita a niente meno che il Daimyo avversario, viceversa un killer novizio avrà più difficoltà e oltre ad essere ucciso dalle guardie in caso di fallimento attiverà una ritorsione nei nostri confronti dalla parte lesa.

Tenete ben presente che tanto più il personaggio era rilevante nel rispettivo clan tanto più il morale dell’esercito diminuirà e in caso di combattimento, non essendo più guidato da un generale, sarà più facile da spazzare o mettere in fuga. Nelle funzione degli assassini rientra anche la facoltà di sabotare edifici di città nemiche – quindi alternarne il perfetto funzionamento – o fomentare il popolo alla rivolta minando dall’interno le basi degli altri imperi. Non siate cosi limitati da credere che solo voi possiate attuare tali progetti poiché quanto detto in precedenza è a disposizione di tutti i giocatori avversari o alleati.

GLI STRATEGHI

Quanto detto finora è senza dubbio rilevante ma senza un forte esercito da comandare non andrete molto lontano. La creazione dell’esercito rivendica tempo e dedizione, non si deve tralasciare nulla ma soprattutto si deve dar vita ad un armata forte nel numero quanto nella varietà. Mi spiego meglio se non siete dotati di una schiera di arcieri i vostri fanti non potranno rispondere al nemico, che dal canto loro approfitteranno della situazione. Terminate le frecce gli arcieri non potranno resistere ad una carica nemica specie se comandata dalla cavalleria pesante. Ad ovviare questo inconveniente ci penserà una nutrita schiera di guerrieri equipaggiati con lunghe lance. Insomma come avrete capito ogni unità possiede determinate caratteristiche che la rendono efficace o inefficace, tutto sta ad impartire i giusti ordini alle truppe onde evitare situazioni di stallo.

Costruendo gli appositi edifici, potrete addestrare il vostro esercito. Inutile aggiungere che per disporre di unità sempre più potenti si dovranno sviluppare particolari strutture o migliorare quelle già esistenti. La battaglia si vince prima di scendere in campo perché un buon generale sa sempre quando può vincere e quando no. Non importa quale esercito sia più grande o quale sia meglio strutturato, l’importante è pianificare la tattica vincente. Quest’ultima è il frutto di un dettagliata analisi della posizione delle truppe sul campo di battaglia ma attenzione un strategia è ottima quando può essere soggetta a modifiche e quando lascia spazio all’improvvisazione.

i non consapevoli

La battaglia spesso si rivela come l’unico mezzo per difendere o affermare la propria supremazia, pertanto bisogna acquisire esperienza e maturare una certa abilità nel guidare le truppe verso la vittoria. Sebbene sia possibile domandare al computer il calcolo dell’esito della battaglia, questo non si avvicinerà mai al risultato della stessa nel caso in cui dovessimo essere noi a partecipare. Mentre nel primo caso si verifica computer vs computer nel secondo noi possiamo adoperare la nostra maggiore avversione al cambiamento delle tattiche a seconda della posizione dell’armata nemica e della conformazione del territorio. Le guerre si vincono quando non si segue un tattica prestabilita dal momento che lo stesso computer al variare delle nostre istruzioni si adeguerà di conseguenza.

Però esistono dei fattori che se sfruttati vertono gli scontri a nostro favore. Primo tra tutti la gestione del territorio e la conquista di determinati punti strategici presenti sulla mappa. Ad esempio posizionandoci su di un altura – o quantomeno una collina – sfrutteremo la leggera pendenza per acquisire maggiore velocità durante la carica contro il nemico, il quale dal canto suo dovrà scalare il pendio con un enorme dispendio di energia e con un grande svantaggio nella velocità. La stessa logica la si conduce nel impossessarsi di un ponte o comunque strutture di rilevanza tattica. Altro elemento è l’uccisione del generale nemico che oltre a generare un senso di caos tra i nemici favorirà una certa disorganizzazione e un relativo abbassamento dell’umore. Se il nostro esercito è costituito da veterani la vittoria ci attenderà a battaglia conclusa, anche i generali qualora  fossero esperti, opporranno una maggiore resistenza e tenacia rivelandosi più di una spina nel fianco.

Inoltre le condizioni meteo variabili non sono meno importanti e si rivelano un grande alleato se sfruttate a dovere. La neve ad esempio renderà molto più difficile gli spostamenti delle truppe a cavallo mentre la pioggia potrà causare notevoli problemi alle truppe appiedate. Insomma la guerra è fatta di episodi o meglio eventi che tendono a spingere l’ago della bussola in un verso invece che in un altro, spetta a voi dimostrare le vostre competenze e dimostrare all’esercito le vostra qualità di signore guerriero. Nel caso in cui dimostrerete una certa incompetenza nella gestione delle truppe la vittoria potrà sfuggire di mano anche quando sembrerà certa, visto l’elevato grado di difficoltà che più di una volta vi spingerà a ritirarvi o al peggio ad incombere in una disastrosa disfatta.

IN LINEA DI MASSIMA

Giunti a questo punto avrete senz’altro capito che non esiste una tattica sempre vincente. Ma è possibile applicare alcuni accorgimenti nello schieramento delle truppe: gli arcieri sono i primi a dover dare battaglia e di conseguenza sono veloci e leggeri per ritirarsi in caso di avanzata dei nemici. Il cuore pulsante del combattimento è costituito dai fanti – in numero maggiore rispetto alle altre unità – che servono a frenare lo slancio nemico o dare il tempo al resto delle truppe di ritirarsi. Però essendo quelli disposti in prima fila tendono ad avere un morale molto instabile ed in caso di fianchi scoperti la cavalleria potrebbe aprire una breccia e provocare grandi perdite. L’accerchiamento rimane la strategia più efficace, poiché richiede un esiguo numero di uomini per aggirare il nemico e riesce a colpirlo senza preavviso chiudendo la ritirata ed impegnandolo in una lotta su più fronti. La cavalleria è il reparto che più si addice a questo compito vista la velocità di movimento di cui dispone.

Per concludere non mi resta che esporre in breve l’arte dell’assedio sia nei panni degli attaccanti che dei difensori. Partiamo col dire che la resistenza di una città è direttamente proporzionale al suo grado di sviluppo – si intendono in particolare le mura – e il numero di scorte e di viveri presenti all’interno dei magazzini. Va da se, che in caso di un lungo assedio i cittadini e i soldati cominceranno a morire di stenti perciò conviene tentare fin dalle prime battute una sortita all’esterno per spezzare le linee di assedio. Ad accompagnare le vostre imprese durante l’intera campagna imperiale ci penserà un comparto sonoro veramente gratificante. Le colonne musicali rendono indimenticabile ogni battaglia e restituiscono un senso di gloria ed epicità in ogni frangente – si tratta di veri e propri inni alla guerra.

THE MONGOL INVASION

The Mongol Invasion si presenta come primo ed unico add on di Shogun Total War. Il periodo storico narrato rivive le vicende dell’impero mongolo dalla sua ascesa al suo inevitabile declino. Intorno al 1200 Gengis Khan riesce ad unificare tutti gli imperi dell’Asia centrale conquistando Pechino e spingendosi verso ovest e verso l’Europa. Alla sua morte , avvenuta nel 1227, l’impero viene spartito tra i suoi figli, che continuano ad espandere i confini fino ad un crollo dell’impero che fa perdere gran parte dei territori fino ad allora conquistati. Il successo militare mongolo è dovuto all’incredibile potenza della sua cavalleria che vantava abilissimi cavalieri in grado di scagliare frecce con una precisione mortale a dorso di cavallo. Senza addentrarci oltre aggiungo che pur rimanendo una semplice espansione riproduce, come da tradizione Total War, un passo importante per tutta la storia – in particolare quella orientale.

IN CONCLUSIONE

Su Shogun Total War le cose da dire sono tante se non addirittura – simbolicamente – infinite. In questo speciale ho cercato, per quanto possibile, di non limitarmi alla stesura di una semplice recensione, ma di focalizzarmi di più  su tutti quei particolari di sottofondo di cui il gioco è riccamente dotato.  L’offerta come avrete avuto modo di capire è veramente considerevole e per chiunque si professi amante degli RTS rappresenta una vera e propria chicca da inserire nel proprio scaffale. Particolare premessa: un livello di gioco che punta verso l’alto lo evidenzia come un gioco riflessivo, di certo non adatto a tutti.

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