Capsized – Recensione
Era il 29 aprile del 2011 quando Capsized fece capolino nella pagina negozio di Steam, ottenendo il meritato successo a fronte di un risicato budget di sviluppo. Quello era forse il periodo in cui il mercato indipendente subì una notevole impennata, che tuttora continua a godere di ottimi profitti, sempre più spesso anche per l’ottimo lavoro svolto in ambito tecnico ed artistico. Capsized è testimone di ciò, puntando fin dal suo lancio su grafiche in alta definizione a sostegno di una esperienza di gioco più che soddisfacente, caratterizzata da un level design degno di nota e fasi di gioco accattivanti.
Grazie al supporto di Namco Bandai, siamo riusciti a mettere le mani su un codice per la versione Xbox Live Arcade del gioco, che presenta piccole aggiunte ad una formula di gioco collaudata già da qualche anno. Ecco cosa ne pensiamo!
IN DUE CONTRO IL MONDO
Dietro ottimi giochi indipendenti, spesso, si “nasconde” soltanto un piccolo gruppi di uomini. Capsized è stato sviluppato con mesi e mesi di lavoro da sole quattro mani, un illustratore e un programmatore, rispettivamente: Jesse McGibney e Lee Vermeulen. Arriva però un momento della vita, in tal caso professionale, da cogliere al volo; l’iniziativa di Indiepub, publisher e community di sviluppatori indipendenti e non solo, nel corso degli ultimi mesi si è fatta sempre più importante. L’obiettivo era quello di portare videogiochi indie su un più ampio mercato, sia esso quello mobile o su console, che negli ultimi mesi stanno scoprendo nuova forza e vigore soprattutto grazie all’arrivo di titoli come questi. Da Auditorium sul PlayStation Network a Capsized, prima su iPad e Mac, passando per Bad Bots su PC e Storm su Xbox Live e PSN, quindi Fireburst, Capsized e Vessel, con quest’ultimo in uscita per settembre ma tutti e tre destinati prima al mercato digitale di Xbox 360, sono gli esempi più lampanti del gran lavoro svolto per portare produzioni di questo genere ad un pubblico più ampio possibile; iniziativa, questa, che non può non essere vista come motivo di crescita collettivo e che, in un certo senso, va a compensare l’ormai evidente mancanza di esclusive sulla console di Redmond.
Come spesso avviene per titoli di questo genere, anche Capsized non fa della trama un suo punto di forza, ma un semplice pretesto per giustificare il nostro sbarco su uno strano pianeta alieno. Nei panni di un astronauta costretto ad un atterraggio di emergenza, causa rottura della navicella, bisognerà farsi largo tra gli innumerevoli pericoli che popolano questi strani luoghi. Dopo un primo livello tutorial, che mette bene in evidenza l’immediatezza e la semplicità con la quale Capsized può essere giocato (stick sinistro per i movimenti, quello destro per la mira ed i grilletti per l’uso del rampino e dell’arma equipaggiata), sono le fasi esplorative a stupire in positivo, rivelandosi fattore determinante del gioco. Attraverso un numero di obiettivi non così vario, che ci vedrà impegnati nella ricerca di amici, nella raccolta di pezzi per la navicella ed altre missioncine di questo genere, il non essere vincolati durante la progressione del gioco ci mette nella giusta condizione per fare la dovuta conoscenza dell’ottimo level design creato dagli sviluppatori; nel mentre si tenterà di raggiungere il punto indicato, nemici di molte specie e differenti gradi di pericolosità, da quelli più lenti e robusti ad altri agili, veloci e addirittura con l’abilità di spostarsi in volo, quindi piante velenose e trappole ricolme di gas nocivo, ci faranno compagnia e ci daranno filo da torcere soprattutto al livello di difficoltà più elevato. Sarà quindi importante pianificare al meglio la propria strategia di attacco, tenendo sempre sotto controllo il numero di proiettili in nostro possesso, il livello di salute a nostra disposizione e se, in presenza di numerosi nemici, sia o meno il caso di utilizzare il jetpack in dotazione piuttosto che affidarsi al rampino, col quale i tempi di scalata per importanti dislivelli è di un certo rilievo. Rampino che, al contrario, sarà indispensabile per risolvere molti enigmi di tipo ambientale, che vanno dallo spostare una roccia per accedere ad una delle tante aree segrete esplorabili all’aiutarsi nella composizione di mini-strutture per la scalata che a tratti potremmo trovare difficoltosa, magari per la presenza annessa di nemici. Da gioco d’azione quale è, che fonde elementi platform ad altri tipici di uno sparatutto, Capsized propone un armamentario decisamente vario per potenza ed adattabilità alle svariate situazioni che ci troveremo ad affrontare. Quindi, attraverso i 12 livelli previsti nella modalità campagna, sarà solo e soltanto nostra la decisione su come affrontare le minacce aliene che appariranno dinnanzi a noi, ben consci del fatto che la raccolta di cure medicinali, armi speciali, carburante per il jetpack e scorte di proiettili, disseminate in aree segrete o lungo il nostro cammino, spesso faranno la differenza tra un astronauta che porta a termine il suo compito e quello che deve riavviare, magari più d’una volta, dall’ultimo checkpoint previsto, causa morte ripetuta. La longevità del gioco non è esaltante: in circa quattro o cinque ore porterete a termine la modalità principale, salvo poi cimentarvi in quella Arcade o nel gioco in cooperativa offline, quindi in split-screen, che regala tante ore in più di divertimento anche se la cooperazione online (assente anche nella versione PC) sarebbe piaciuta a molti ed il team di sviluppo avrebbe potuto ricamare attorno ad essa qualche nuovo livello o uno spezzone di storyline aggiuntiva.
Dal punto di vista tecnico Capsized si mostra solido, come oltre due anni fa. Lo stile grafico, con tavole disegnate a mano, rende in maniera spesso sublime ed il motore fisico fa il suo dovere sempre in maniera opportuna; se però il lato artistico regala più di una schermata evocativa, piena zeppa di colore e dettagli, particolari minuziosi, dal punto di vista sonoro il lavoro è buono ma non indimenticabile, pur affidandosi ad effetti sonori di buona fattura e qualche musica di accompagnamento che non stona nel contesto. Peccato per la presenza di qualche piccolo glitch grafico, incontrato durante la nostra avventura, e per un sistema di mira che perde talvolta un po’ di efficacia, pad in mano.
Adatto a tutti |
8 | Sistema di mira con piccole incertezze |
Stile grafico piacevole | Coop solo offline | |
| VIVI, SPARA, SPOSTA E COMBATTI | ||
