Stealth Bastard Deluxe – Recensione
Curve Studios è uno di quei team indipendenti che negli anni s’è fatto conoscere su svariate piattaforme, anche se il loro prodotto più chiacchierato è senz’altro Explodemon, platform che arrivò qualche anno fa esclusivamente su PlayStation 3. Da qualche mese hanno rilasciato un nuovo videogame, stavolta soltanto su Steam, dal nome decisamente particolare: Stealth Bastard Deluxe.
Seguendo l’onda del gran successo che altri platform stanno avendo (vedi FLY’N o They Bleed Pixels, giusto per citarne un paio), l’idea degli sviluppatori è stata quella di fondere le esperienze che il genere stealth, e quello platform per l’appunto, possono regalare a chiunque apprezzi queste produzioni bidimensionali, senza fare a meno di quel tocco di classe che, oltre come tratto distintivo, è molto utile anche per comprendere appieno la natura innata e bastarda di questo prodotto.

TANTO VA L’AGENTE IN GIRO CHE CI LASCIA LO ZAMPINO!
Non ci vuol poi molto a comprendere con che gioco abbiamo a che fare, una volta avviato Stealth Bastard Deluxe. Come spesso accade nei titoli di stampo indipendente, non c’è una trama a sostenere la nostra avventura in salsa stealth, ma un solo scopo: far salva la vita in ognuno degli 80 livelli di gioco che si suddividono in 8 capitoli principali. Nei panni di un agente speciale clonato, Curve Studios tenta così di proporre qualcosa che in realtà non è nuovo, a testimoniarlo anche altre produzioni come Mark of the Ninja, ossia sfruttare le azioni furtive e silenziose, quelle ormai definite come stealth, per sviare eventuali minacce costituite da telecamere, sentinelle, piccoli robot, trappole, oppure per l’attivazione di particolari meccanismi e console. Proprio come avveniva nel titolo sviluppato da Klei Entertainment, in Stealth Bastard Deluxe è la fusione tra l’azione platform e quella stealth a creare degli ottimi presupposti per trovarsi dinnanzi ad un videogame mai stancante, ma in taluni casi un po’ frustrante per la difficoltà base tarata verso l’alto.
Nonostante le meccaniche stealth siano alla base di tutto, difatti non potrete raggiungere determinate postazioni o attivare taluni meccanismi se vi farete sorprendere dalla sorveglianza in generale, le fasi platform si mostrano allo stesso modo intelligenti e ben sviluppate: dal level design agli enigmi da risolvere (sfruttando oggetti sparsi negli ambienti di gioco) per raggiungere particolari piattaforme d’interesse, senza le quali la nostra fama di agenti speciali, oltre che la nostra vita, potrebbero cessare in men che non si dica! Uno dei fattori più importanti per videogiochi del genere è la risposta dei comandi che a conti fatti s’è dimostrata decisamente di livello; certamente meno immediata tramite tastiera e decisamente meglio tramite l’ausilio di un controller, ma globalmente soddisfacente in ogni caso e per ogni tipo di azione concessaci. Fattore davvero fondamentale, specialmente in questo caso, visto che l’elusione delle tante minacce disseminate all’interno di ogni singolo livello di gioco, quindi delle trappole disposte in punti che nemmeno avremmo immaginato prima di farne assaggiare le potenzialità sul nostro agente (e per “assaggiare” s’intende morte diretta, senza possibilità di appello), richiedono una certa precisione e spesso anche ottimo tempismo. Mai come in Stealth Bastard Deluxe, però, è bello morire e spiegarne il motivo è semplicissimo. Ad ogni nuovo tentativo di superare il livello, quindi ad ogni dipartita dell’agente-clone, gli sviluppatori hanno pensato di fornirci dei suggerimenti in formato testo, che spesso diventano vere e proprie prese in giro che compariranno direttamente nel livello di gioco, mostrate su di una superficie molto prossima alla nostra posizione. Questo rende quel triste e spesso snervante sopperire, e sopperire, e sopperire, decisamente meno difficile da sopportare, tanto da strappare anche qualche sorriso in più di una occasione. Aggiungete la soddisfazione di venire a capo nella risoluzione di un livello, visto che già dopo la prima quindicina il titolo metterà alla prova la vostra astuzia nell’utilizzare i pochi elementi forniti per raggiungere punti di particolare rilievo; è semplicemente pazzesco come spesso si tenti di arrivare a raggiungere un obiettivo in un modo ben più difficile di quanto non si debba fare, alla fine di ogni stage questo penserete sentendovi spesso dei terribili videogiocatori, quindi nell’approccio iniziale è importantissimo capire che è tutto davanti ai nostri occhi e che spesso la via più semplice potrebbe essere quella giusta, così come non potrebbe: in ciascun caso, conteggiate qualche decesso del caro agente stealth!
BASTARDO DI LUSSO
Stealth Bastard Deluxe non smette di stupire con l’avanzare dell’avventura, complice anche la tonnellata di citazioni e rimandi a giochi che nel genere stealth hanno avuto tanto da dire, anche se per alcuni di essi va detto che oggi non è più così. In particolare, i rimandi a saghe come Splinter Cell (vedi il visore del protagonista), o a Metal Gear Solid, son piccoli dettagli che all’appassionato faranno senza ombra di dubbio tanto piacere. Altrettanto dicasi per il fattore rigiocabilità che spesso nei titoli indie è carente: col titolo di Curve Studios potrete passare un numero di ore d’intrattenimento molto elevato, vuoi per la difficoltà degli stage o per la scalata alle leaderboards, vuoi per il level editor già denso di contenuti creati appositamente dalla community e che potrebbe rubarvi delle ore anche in ambito creativo. Ore che se ne andranno anche rigiocando il prodotto in una eventuale seconda o terza run, ma facendo uso delle particolari tute sbloccate in ogni fine capitolo che vi consentiranno di rimanere invisibili per un piccolo lasso di tempo, piuttosto che teletrasportarvi, in modo da superare più velocemente gli ostacoli che vi separano dalla meta.
Tecnicamente, Stealth Bastard Deluxe non delude. Affidandosi ad un comparto grafico essenziale e che non consente quasi alcun tipo di settaggio grafico, se non quello riguardante le proporzioni delle immagini sul monitor/TV, riesce a rendere l’esperienza globale decisamente sopra le righe. Affidandosi ad una grafica a 16 bit assistita da un ottimo uso dell’illuminazione che rappresenta un punto di vitale importanza in tutto il gioco, quindi all’uso sapiente di colori ed animazioni, Curve Studios ha fatto il massimo possibile pur disponendo del minimo, in termini di risorse. Sulla stessa onda il level design, che in taluni casi risulta essere davvero pazzesco e, nei restanti, “soltanto” ottimo. A chiudere il quadretto la componente sonora che ricorda tantissimo la chip music degli anni ’80 e ’90; pur non essendo così corposa, in termini di tracce, accompagnano molto bene le fasi di gioco.
Tosto... |
8 | … Quindi frustante per alcuni |
Perfetta fusione di generi | ||
| BASTARDO DENTRO | ||


