Speciale | I 30 livelli più Maledetti – Parte Finale
Cari amici il nostro viaggio tra le cattiverie videoludiche è in dirittura d’arrivo, dopo lungo cercare (Parte 1 – Parte 2) siamo finalmente riusciti a stilare la top ten dell’infamia, i dieci livelli più maledetti di sempre. Senza ulteriori indugi vi lascio alla nostra classifica e non resta che augurarvi buona lettura, ci rivediamo in fondo.
10) SONIC 3 & KNUCLES: CARNIVAL NIGHT ACT 2
Sonic al decimo posto nei livelli più ostici? So che i più giovani sembrerà un’assurdità ma chiunque abbia provato questo stage dopo aver visto l’immagine probabilmente starà scuotendo la testa su e giù in segno di approvazione.
Rimanere bloccati in un gioco di Sonic è praticamente impossibile, tutto scorre a una velocità folle e in genere il problema è riuscire ad evitare gli ostacoli, in questo atto però avveniva qualcosa di impensato per il platform made in Sega ovvero si restava fermi tra due muri e se non si sapeva cosa fare l’unica opzione era attendere la morte una volta terminato il tempo a disposizione. Non si trattava però di un’errore di programmazione il grosso cilindro rosso poteva muoversi su e giù assecondando il movimento con le frecce direzionali, a leggerlo così potrà sembrare ovvio però nel gioco era un’azione impensabile soprattutto perché è l’unica volta che viene richiesto in tutta la saga di Sonic, ad incasinare la nostra illusoria possibilità di passare ci pensava il salto, con il giusto tempismo si poteva portare il cilindro fino limite per passare peccato però non si potesse andare oltre.
9) DEMON’S SOULS: IL PALAZZO DI BOLETARIA ATTO FINALE
Demon’s Souls è probabilmente il gioco più difficile uscito in questa generazione di Home console e a ricordarci perché è lui il più infame ci pensa l’ultimo folle livello. Iniziamo in allegria con la simpatica congrega di spettri neri che anche da soli sarebbero più difficili di molti boss finali, proseguiamo in un percorso in cui dovremo misurare ogni colpo per poi arrivare al cornicione del drago sputafuoco. Quella strettissima passarella richiede un tempismo da record, inoltre a bloccarci il passaggio ci penseranno due fat minister lanciatori di palle infuocate, poi visto che ci piace fare il bis dovremo ri-evitare le sue fiamme una seconda volta. A chiudere questa sezione c’era la ciliegia sulla torta chiamata Falso Re, uno boss che innesta dentro di noi il generatore di imprecazioni. Demon’s Souls fa arrabbiare come pochi altri giochi ed è proprio per questo che lo amiamo.
8 ) COMMANDOS 2: IL CASTELLO DI COLDITZ
Il bellissimo Commandos 2 ha un gameplay che si basa sul Try&Die ovvero è un gioco in cui bisogna morire a ripetizione più e più volte cercando la strategia migliore, il Castello di Colditz è la massima rappresentazione di questa idea e ce lo ricorda massacrandoci dall’inizio alla fine. Gli sviluppatori Eidos devono essere fieri di questo particolare RTS perché il gioco è una perla, Commandos 2 era in grado come pochi altri titoli di portarci al centro dell’azione negli anni della seconda guerra mondiale. Gli obbiettivi erano intelligenti e plausibili: salvare il nostro alleato dall’esecuzione, rubare il piano segreto, liberare gli alleati e fuggire in mongolfiera, un operazione degna delle migliori unità segrete e a renderla tale ci pensavano i nemici che non stavano certo fermi ad aspettare la coltellata. Nonostante la difficoltà il gioco aveva qualcosa di magico e di assuefacente che ci motivava sempre a eseguire tutti gli obbiettivi; il Castello di Colditz era incredibilmente pieno di guardie e fin dalla prima occhiata sapevamo che per portare a termine tutta la missione sarebbero state necessarie decine di ore passate a caricare e ricaricare un’infinità di volte un salvataggio per trovare il giusto approccio e riuscire a coordinare tutta la nostra squadra di eroi.
7) FINAL FANTASY 7: RUBY
Quando si incontra Ruby le cose non possono che finire male e non stiamo parlando della nipote di Mubarak. Tutti i Final Fantasy hanno il i loro boss segreti ostici all’inverosimile, con Ruby alla Squaresoft hanno veramente esagerato. Il demonio rosso ha una quantità di Magic Point praticamente infinita e il numero di punti vita è il massimo previsto dal gioco. In genere prima di ingaggiare la battaglia con lui ci si preparava uccidendo qualsiasi creatura intralciasse il nostro cammino ed eliminando Emerald, già quello sembra uno scontro impossibile e una volta terminato il nostro ego ci portava a crederci semidei, ma ecco che Ruby in trenta secondi di distruggeva la squadra e ci portava al game over. Uccidere questa weapon richiedeva infinita pazienza, solo per pensare di avere una possibilità dovevamo avere i personaggi al massimo con tutti i potenziamenti immaginabili, poi visto che nei veri scontri ci si guarda negli occhi dovevamo eliminare i nostri due alleati per una battaglia uno contro uno.
6) ALUNDRA: IL TEMPIO DEL GHIACCIO
Qualche anno fa l’utenza PlayStation chiedeva con insistenza un titolo che potesse contrastare la magnificenza di Zelda, a questa difficile richiesta rispose la Matrix Software donandoci Alundra uno dei migliori e più sottovalutati Action di qualche generazione addietro. Tutto il gioco proponeva enigmi di una difficoltà superiore alla media che in molti trovarono troppo complicati, verso la fine però impennava con un puzzle di una complessità fuori scala. Ai tempi dell’uscita internet era ancora quasi un leggenda metropolitana, quindi scordatevi guide, videoguide e youtube o ce la facevi con le tuo forze o non combinavi niente. Il tempio del ghiaccio proponeva un enigma classico, bisognava spostare dei blocchi che potevano muoversi solo in linea retta e una volta spinti non si fermavano fino a quando non trovavano un ostacolo, di puzzle di questo genere ce n’erano due ovviamente uno più difficile dell’altro. Questo dungeon era il più difficile del gioco e in generale uno dei più difficili che abbiamo mai risolto, amanti della settimana enigmistica e degli enigmi impossibili fatevi avanti perché questo è il gioco che fa per voi.
5) WORLD OF WARCRAFT: IL TEMPIO DI AHN QUIRAG
Poteva mancare il più giocato mmorpg della storia nella nostra lista dell’infamia? Ovvimanente no e non l’abbiamo certo inserito come tappabuchi, tra tutti i dungeon e le cose folli che si possono fare il raid del tempio di Ahn Quirag fu uno dei motivi per cui valeva la pena comprare la prima versione gioco e contemporaneamente il motivo per lanciarlo dalla finestra. Quaranta persone dovevano collaborare per ore per raggiungere gli obbiettivi, il labirinto era talmente lungo che dopo il primo mini boss ci davano una speciale cavalcatura fino al boss finale, un enorme occhio pieno di tentacoli in grado di spazzarvi in poco tempo. Dopo averlo picchiato per ore il boss prendeva solo un giocatore scelto a caso e lui doveva menare più fendenti possibile.
Uno dei raid più complicati di World of Worcraft, durava ore e c’erano grandi possibilità di non arrivare alla fine. Bellissimo!
4) GUITAR HERO 3: THROUGH THE FIRES AND FLAMES DEI DRAGONFORCE
Questo livello non è difficile… è furiosamente difficile. La canzone è una figata e durante i concerti live genera un pogo enorme, gli sviluppatori hanno lavorato per ricreare questa esperienza e tutto il dolore che potreste provare scontrandovi con un ciccione borchiato è stato riprodotto anche nel gioco. Il merito va ricercato in una sequenza di tasti assurdamente complicata che fin dai primi secondi ci porta allo stremo, basti pensare che l’introduzione dura circa 30 secondi e contiene 500 note, inoltre la nostra tortura è decisamente prolungata visto che questa maledetta canzone dura quasi otto minuti in cui avrete tempo per prendere i crampi alle dita almeno una decina di volte.
Through the fires and flame è follia allo stato puro, il tempo necessario per imparare a suonarla nel gioco è superiore a quanto necessario per impararla con una chitarra vera, registrare un cd e iniziare una carriera come rockstar di successo.
Cari amici eccoci al podio delle infamie, spero che questo viaggio tra i ricordi vi sia piaciuto e magari vi abbia fatto venire voglia di addentrarvi in qualche folle impresa di resistenza. I primi tre posti li abbiamo conservati per dei giochi che ci hanno fatto imprecare talmente tanto che scegliere solo un livello sarebbe stato riduttivo, questo trittico è mostruosamente difficile dall’inizio alla fine.
3) SUPER MARIO BROS: THE LOST LEVEL
Quante volte nella storia videoludica un gioco è stato ritirato e mascherato per un altro? Probabilmente sono questa volta, i level designer della nintendo probabilmente non avevano ancora smaltito l’euforia del successo di Super Mario Bros quando svilupparono questo gioco perché è veramente folle, proiettili che arrivano da ogni dove, salti estremamente precisi e in più un fungo che ci danneggiava. Un gioco che faceva piangere i bambini. Se non conoscete la folle storia di Super Mario Bros: The Lost Level e dei suoi livelli follemente complicati date un’occhiata qui.
2) IKARUGA
Ikaruga è hardcore, fatto e creato solo per quelli che hanno abbastanza coraggio per bruciarsi cervello e dita in questa folle avventura. Il nostro Neuromante ne ha già parlato in maniera esaustiva quindi se non conoscete il gioco vi rimando qui, il mio obbiettivo è quello di farvi un piccolo riassunto di un gioco che si può definire semplicemente come furioso. Per riuscire a completarlo avrete bisogno di una mostruosa capacità di concentrazione, i continui cambi di colore e gli schemi di gioco assurdamente complicati fanno di questo titolo il punto di riferimento per tutti quelli che vogliono prendersi una sfida con se stessi per poi una volta completato, alzarsi, posare il pad sul divano, stringersi la mano da soli e andare a raccontare a tutti la vostra leggendaria impresa, nonostante non importi a nessuno.
1) QUAKE 2 A LIVELLO HARDCORE
Quando il termine Level Design significava ancora qualcosa gli esperti Id progettarono il set di mappe migliore che si siano mai visti in un fps, Quake 2 è la bellezza fatta sparatutto. Il terreno di gioco estremamente curato invogliava all’esplorazione e ci prendeva a calci sui denti continuamente, ogni angolo poteva esserci fatale, gli sviluppatori erano riusciti a generare una tensione che difficilmente sarebbe stata ricreata. Potevamo avere l’armatura piena e la scorta di munizioni e allo stesso tempo sapevamo che il nostro vantaggio sarebbe durato pochissimo perché anche l’ultimo dei nemici poteva distruggerci. Vedendo come sono le produzioni attuali, i creatori dei vari Cod e Battlefield dovrebbero cospargersi il capo di cenere e passare il week end a fustigarsi mentre imparano com’è fatta una vera campagna single player e non quelle robe che ci vendono oggi spacciandole per capolavori molto cinematografici. Il manuale recitava “per chi a colazione mangia unghie e beve acido muriatico” e non stavano scherzando, la difficoltà mostruosa riusciva a regalare soddisfazioni enormi e un divertimento mai visto. Quake 2 era un gradino sopra l’ostico e per quanto facesse arrabbiare e lanciare il mouse contro il muro era praticamente impossibile staccarsene, il gioco dava dipendenza e ogni livello volevamo fosse ancora più complicato con ancora più nemici da distruggere e meno armature. Quake 2 ti faceva sentire veramente il protagonista e sapevi che tutto dipendeva da te, che se qualcosa non andava bene era colpa tua e di conseguenza accettavi la punizione. In poche parole era favoloso.
